Salmo 263 CERTI SABATI NON FINISCONO MAI


Editoriale del 17 ottobre 2020

Il fatto: domenica pomeriggio durante la chiusura per pandemia, pericolo di vita per una donna causa aneurisma dell’arteria splenica, l’unico che può salvarla è il primario di chirurgia vascolare, che però è in isolamento domiciliare perché riconosciuto debolmente positivo, detto “indeterminato’ in termini di laboratorio, asintomatico. Il direttorio della usl avvisa le autorità, dà il permesso di operare al chirurgo, lo fa prelevare in ambulanza con tutte le procedure prudenziali, il medico opera poi viene riportato in ambulanza a casa sua: la donna è salva. Ma il pubblico ministero chiede condanna e multa di cinque mila euro per il medico e il suo direttore usl, che però dichiara che avrebbe fatto lo stesso anche se il chirurgo, invece che debolmente positivo e “indeterminato”, fosse stato positivo al cento per cento.
 
«La legge è fatta per l’uomo, non l’uomo per la legge»
così dicesti, Signore, guarendo di sabato,
quando la legge era detta Legge di Dio,
e proibiva di “lavorare” di sabato.
Per questo gli osservanti del sabato 
decisero per te molto più che una multa,
e poi, per non violare il sabato –
«era infatti un giorno solenne quel sabato» –
ti tolsero in fretta dalla croce.
Tutto inutile, Signore, per gli “osservanti”
di ieri e di oggi?
Ma al mattino dopo quell’ultimo sabato,
«quando era ancora buio»
Maria di Magdala andò alla tua tomba
e ti abbracciò risorto.
 
Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

“Il pubblico ministero chiede condanna e multa di cinque mila euro per il medico e il suo direttore usl, che però dichiara che avrebbe fatto lo stesso anche se il chirurgo, invece che debolmente positivo e “indeterminato”, fosse stato positivo al cento per cento.”
Da Salmo 263 CERTI SABATI NON FINISCONO MAI – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

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