Salmo 280 AFFINITÀ ELETTIVE


Editoriale del 13 febbraio 2021

Una ragazzina, al massimo forse di 12 anni, musulmana e sciita da come veste, per vivere e aiutare la sua famiglia, vende sacchetti di plastica a chi fa compere nei suq di Bassora, ultima provincia irachena del Sud dell’Iraq. Ogni mattina entra in silenzio in una chiesa cattolica, dove c’è una “grotta di Lourdes” con l’immagine della Madonna, sta in silenzio a guardare, alla fine accende una candela, bacia i piedi dell’immagine e, sempre in silenzio, se ne va. – Come ti chiami?, le chiede un giorno il vescovo del luogo che ha notato il suo entrare e uscire. – Mi chiamo Sara. – Dove abiti? – Sono di Abo Sker (il quartiere sciita tra i più popolari di Bassora). – Non so bene chi sia Maria. Ma questa donna non mi fa mai tornare a mani vuote.
Le apparizioni mariane in Occidente fanno a gara a moltiplicare messaggi e segreti. Io mi accontento di questo silenzioso gioco di sguardi, senza messaggi e senza segreti, se non quel segreto che ciascuno capirà come suo, senza bisogno di approvazioni religiose e di discussioni in salotti di fede.
Mi ricordo tuttavia di un canto antico:
«Ha colmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote».
Lo cantava “quella donna che non fa mai tornare a mani vuote”,
quando si assomigliava molto a quella ragazzina di quasi 12 anni.

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

“Non so bene chi sia Maria. Ma questa donna non mi fa mai tornare a mani vuote.”
Da Salmo 280 AFFINITÀ ELETTIVE – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

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