Salmo 282 «… VEDERLI CRESCERE INSEGUENDO SOGNI… »


Editoriale del 27 febbraio 2021

«Sono cresciuto inseguendo il miraggio di incarnare i sogni… Ho fatto dei miei sogni la mia vita e il mio lavoro. Anni di sacrifici mi permettono oggi di vivere vicino ai problemi, a quei problemi che mi hanno sempre interessato e turbato. Quei problemi oggi sono anche i miei, in quanto la loro soluzione costituisce la sfida quotidiana che devo accettare. Ma il sogno di distribuire accesso alla salute ai segmenti più sfavoriti delle popolazioni è diventato oggi il mio lavoro. E in quei problemi crescerò i miei figli, sperando di vederli consapevoli dei grandi orizzonti che li circondano, e magari vederli crescere inseguendo sogni apparentemente irraggiungibili, come ho fatto io».
Potrebbero essere, ma non sono parole dell’ambasciatore Attanasio o del carabiniere Iacovacci, uccisi in Congo. Sono però parole di uno che, come loro, di fronte ai rischi, ha detto alla sua donna e ai suoi figli «non possiamo essere egoisti», e son rimasti su quei fronti di cui solo si parla per il breve tempo di un funerale di stato, lasciando poi a familiari e amici il dolore e la gratitudine della memoria.
Quelle parole sono di un medico che nel 2003, in missione in Vietnam per conto dell’OMS, scoprì e rivelò per primo la presenza del virus SARS. Mise a punto le prime misure di prevenzione che fecero del Vietnam il primo paese a debellare il virus, ma di virus morì curandone i malati, il 29 marzo del 2003. Continuò tuttavia la sua lotta, donando i suoi tessuti polmonari per aiutare i suoi colleghi a proseguire le ricerche, che sono ancora oggi alla base dei protocolli dell’OMS contro le pandemie di questa specie di virus.
Se, arrivati a questo punto, non vi siete ancora ricordati il suo nome, vuol dire che continuerà a capitare la stessa cosa ogni volta che parliamo di “eroi” nel tempo fugace di un funerale di stato. Il suo nome, però, è Carlo Urbani.

Ma tu che conti il numero delle stelle
e chiami ciascuna per nome,
«Rallegratevi – hai detto –
perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
Lo dicevi ai “tuoi”,
a saper leggere, Signore.

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

“Se, arrivati a questo punto, non vi siete ancora ricordati il suo nome, vuol dire che continuerà a capitare la stessa cosa ogni volta che parliamo di “eroi” nel tempo fugace di un funerale di stato.”
Da Salmo 282 «… VEDERLI CRESCERE INSEGUENDO SOGNI… » – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

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