Salmo 295 ITE DANNU: “ATTITIDUS” DI HAVAQQUQ


Editoriale del 29 maggio 2021

Forse era un cantautore, forse serviva nel tempio a Gerusalemme, forse 2 mila e 600 anni fa. Di certo lo chiamavano “ profeta” e ci ha lasciato un canto con cinque “guai” che sembrano scritti ieri. “Guai” era solo l’esclamazione che, nei canti funebri, cominciava il cosiddetto “ritornello emotivo”, ripetuto a ritmare e guarire la descrizione dei disastri lamentati. «Hoi», ritmava, dunque, Havaqquq, «Ahi», ninnavano le “attitadoras” in Sardegna. Oggi potremmo dire: «Ite dannu», rivelando, come in un “attitidu” irriverente da carnevale bosano, la speranza amara di chi lamentava la morte di chi non moriva …
‘tadannu: chi accumula ciò che non è suo, e fino a quando? …
‘tadannu: chi è avido di lucro, sventura per la sua casa…
‘tadannu: chi costruisce una città sul sangue…
‘tadannu: chi fa bere i suoi vicini versando veleno per ubriacarli e scoprire le loro nudità …
‘tadannu: chi si costruisce i suoi stessi dèi …

Nessun bisogno di traduzioni aggiornate per chi questi giorni ha seguito le cronache. Se non per dire, come già diceva il profeta cantautore, che
«se questa visione indugia, attendila,
perché certo verrà e non tarderà”. 
I credenti cantano questa attesa della “visione” in Avvento e nella cosiddetta Novena di Natale, ma i cinque “guai” della visione non fanno parte dei canti annuali.

Forse anche per queste dimenticanze,
perché aspettiamo visioni senza contenuto,
forse anche per questo, stiamo ancora aspettando, Signore,
e a morire sono gli altri.

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

“Forse anche per queste dimenticanze, perché aspettiamo visioni senza contenuto, forse anche per questo, stiamo ancora aspettando, Signore, e a morire sono gli altri.”
Da Salmo 295 – ITE DANNU: “ATTITIDUS” DI HAVAQQUQ – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA