Salmo 299 INDECENS EXPOSITIO


Editoriale del 26 giugno 2021

Secondo san Tommaso, tradurre parola per parola (verbum ex verbo) in testi inerenti la fede cattolica porta ad “affermazioni indecenti” (S. Tommaso, Liber contra errores graecorum, Pars I, Proemium).
Il guaio è che ciò che dice san Tommaso resta vero anche se non si sta traducendo, ma ci si ostina a usare la lingua italiana seguendo i codici linguistici del latino, senza tener conto della evoluzione della lingua e del suo uso attuale.
Ecco come il nuovo Messale Romano ha ritoccato l’inizio delle Preghiere Eucaristiche cosiddette “per varie necessità”.
Dizione precedente: «Ti glorifichiamo, Padre santo: tu ci sostieni sempre nel nostro cammino soprattutto in quest’ora in cui il tuo Figlio ci raduna … »
Dizione attuale: «Veramente santo sei tu e degno di gloria, Dio che ami gli uomini, sempre vicino a loro nel cammino della vita. Veramente benedetto è il tuo Figlio, presente in mezzo a noi ogni volta che siamo radunati dal suo amore…». Evidenti nella “nuova edizione” la differenza di lingua, resa più contorta rispetto alla semplicità e immediatezza della edizione precedente. Senza peraltro aggiungere chiarezza teologica. Anzi, rendendo più lontano, con la retorica e l’ampollosità, quel Dio che si vuole invece affermare vicino, e in più facendo magari sorgere un dubbio interpretativo in chi ascolta quella definizione di un «Dio che ama gli uomini», perché è ormai abituato nell’uso delle lingue moderne, compreso l’italiano, ma anche il sardo, a intendere “uomini” come “maschi”, e non più come termine includente “uomini e donne”. «Colpa sua», hanno certamente pensato i vescovi, che sicuramente hanno messo di proposito questa frase per riaffermare l’uso del codice linguistico latino, con la scusa che è la lingua ufficiale della Chiesa, contro le voci che da anni vengono “dal basso”. Alla faccia, tra l’altro, del “logo” del prossimo sinodo, che il papa sogna capace di ascoltare le voci, appunto, “dal basso”.
Con il risultato che l’indecens expositio di San Tommaso non è più un incidente, ma un atto volontario frutto di un dogmatismo che si intestardisce da una parte a non imparare niente dalla linguistica e dall’altra parte a dimenticare consapevolmente cosa la teologia insegna(va) sulla Incarnazione del Verbo e sulla conseguente inculturazione della Parola.

Ti preghiamo, Padre,
manda come rugiada il tuo Spirito
sulle nostre terre riarse,
assetate di una parola davvero fatta vicina.

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

“Evidenti nella ‘nuova edizione’ la differenza di lingua, resa più contorta rispetto alla semplicità e immediatezza della edizione precedente. Senza peraltro aggiungere chiarezza teologica.”
Da Salmo 299 INDECENS EXPOSITIO – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA