Salmo 303 CITIUS, ALTIUS, FORTIUS, E NON BASTAVA?


Editoriale del 24 luglio 2021

Al Comitato Olimpico non bastava dire “Più in fretta, più in alto, più forte”: voleva che le Olimpiadi “più in ritardo” fossero di esempio a combattere ”insieme” quel virus che la ha rese, appunto, più “tardive”. Così, dal francese “ensemble” e dall’inglese “together”, sono arrivati al latino “ communiter”. Non l’avessero mai fatto: tutti a parlare di “gaffe’’ clamorosa, portando a sostegno il parere di notabili cattedratici, secondo i quali un “latino autentico”, di quelli nati in urbe, capirebbe “comunemente” e non “insieme”. In tal caso, sarebbe proprio una conferma che il virus, ben lontano dal portare a unità, o dal farci migliori, come si auguravano predicatori antichi e nuovi, è qui ancora a rivelare divisioni insospettate non solo fra i notabili virologi, ma fra amici e parenti diventati complottisti e no vax.
Tuttavia, perché c’è sempre un tuttavia.
1) Una timida consultazione da ex-liceali sul “Calonghi” attesta che anche Cicerone usa “communiter” nel senso di «congiuntamente, in comune, (tutti) insieme, insieme con altri», pur aggiungendo che può significare «anche generalmente (contrapposto a separatim, proprie)».
2) In più, “un certo” Verrio Flacco scrisse un’opera di 20 volumi «Sul significato delle parole», opera persa, ma di cui ci resta un riassunto ad opera di “un certo” Paolo Diacono, in cui leggiamo (lascio in latino i termini che ci interessano): «Pandicularis, come ugualmente communicarius, si diceva il giorno in cui agli dei si sacrificava communiter»: cioè si sacrificava agli dei “tutti insieme”. Da cui deriva del resto che il giorno cristiano di “Tutti i Santi”, celebrati appunto “tutti insieme”, viene anche detto “dies pandicularis”.
Conferma che sarà anche vero che un esperto cattedratico capisce anche ciò che non si deve capire, e quindi non capisce o fa finta di non capire, ma sinceramente mi sembra che, pace ai cattedratici e agli esperti, un “comune” cittadino dei nostri “comuni” (= gruppo di persone che vive insieme condividendo spazi e responsabilità) capisce benissimo, anche senza conoscerli, quello che anche Verrio Flacco e Paolo Diacono avrebbero capito, se avessero letto il nuovo motto delle Olimpiadi.

E mi piace ogni tanto, Signore, ricordare,
quello che gente studiata rimproverava a Nicodemo:
«Studia e vedrai che non sorge profeta dalla Galilea» (Gv 7,52).
Ma tu, profeta dalla Galilea, eri lì, di fronte a loro.

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

“Al Comitato Olimpico non bastava dire “Più in fretta, più in alto, più forte”: voleva che le Olimpiadi “più in ritardo” fossero di esempio a combattere ”insieme” quel virus che la ha rese, appunto, più “tardive”. Così, dal francese “ensemble” e dall’inglese “together”, sono arrivati al latino “ communiter”.
Da Salmo 303 CITIUS, ALTIUS, FORTIUS, E NON BASTAVA? – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

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