Salmo 308 GUAI O BEATI?


Editoriale del 28 agosto 2021

Di fronte ai disastri che vediamo fatti da credenti in nome della loro fede, di cui si vantano martiri e martirizzatori, facile pensare a un dio che non esiste o è indifferente alla cattiva fama che gli fanno i suoi fans ( = i credenti meno credenti). Poi mi ricordo di tutti i disastri fatti da chi si vanta di essere non credente (= i non credenti più credenti), e mi viene la tentazione di essere io l’indifferente agnostico a ogni vanto di fede e di non fede. Solo che con l’indifferenza non farei che peggiorare le cose, lasciando che super credenti e super non credenti continuino indisturbati i loro disastri a turno nella storia.
E di fronte alla “santissima” tentazione di dire «Guai» agli uni e «Guai» agli altri,
mi ricordo, Signore, che tu hai cominciato invece dicendo «Beati»,
parlando in nome degli ultimi più ultimi,
di chi non si vanta di un dio che si vanta,
e fin dall’inizio dicendo il segreto della fine tua:
il senso di ogni fine per croci reinventate da credenti e non credenti,
quando corpi e sangui, di te memoria rinnovata,
si trasformano in segreta e quotidiana Eucaristia,
a salvare umanità disperanti, che non è possibile salvare
se non “svestendo” le supersante maschere dei Guai,
per ripetere invece il tuo primo e ultimo Beati,
soltanto “rivestiti” di te, Signore Gesù Cristo (cf. Rom 13,14).
Ma, Signore, le religioni del Guai, fino a quando?
 
Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

“Mi ricordo, Signore, che tu hai cominciato invece dicendo «Beati»,
parlando in nome degli ultimi più ultimi.”
Da Salmo 308 GUAI O BEATI? – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

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