Salmo 311 CRISPR


Editoriale del 18 settembre 2021

Non è una esclamazione da cartoon. In italiano si pronuncia “krísper”, acronimo di Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats, cioè, un po’ parafrasato: “brevi ripetizioni palindrome raggruppate e separate a intervalli regolari”. Con l’aggiunta di una seconda sigla, che alla mia ignoranza rappresenta semplicemente tre lettere e un numero, “CRISPR/CAS9”, si ottiene, da quanto ho capito, uno strumento per fare “copia e incolla”. Solo che è un copia e incolla che ha meritato due premi Nobel 2020 per la chimica, e altri sicuramente ne procurerà in futuro, in quanto l’operazione di editing si svolge questa volta sugli “errori di battitura” del DNA, sia esso vegetale, animale o umano.
Due esempi per quanto riguarda gli umani: uno studio pubblicato lo scorso dicembre, descrive i primi risultati di guarigione ottenuti attraverso una tale terapia genica di “copia e incolla” per una paziente americana affetta da anemia falciforme, e due mesi fa sono stati comunicati ottimi risultati per un paziente affetto da amiloidosi, una malattia rara che causa accumuli di proteine negli organi, con esiti mortali. Appaiono più vicini i risultati nel mondo vegetale, per creare ad esempio nuove varietà di cereali minacciati da parassiti, senza passare per anni di incroci sperimentali. Per non dire di uno scienziato che sta tentando di riportare in vita qualche mammut infelicemente scomparso, e che forse sarebbe altrettanto infelice di essere riportato in vita solo per conoscere un mondo in cui è difficile sopravvivere.
Anche se non c’è da illudersi su risultati generalizzati a breve termine per malattie genetiche e neurologiche, è chiaro che gli scienziati hanno trovato una via maestra per intervenire nei segreti della vita. Ovvio che si tratta di un campo delicato, e gli scienziati stessi sono già intervenuti a disapprovare l’operato dell’équipe cinese che era intervenuta sul DNA degli embrioni di due individui arrivando al risultato di far nascere “due gemelle”. Ma è facile immaginare i dibattiti dei moralisti abituati a ripetere che “la vita” è ambito esclusivo di Dio e gli umani non possono metterci mano. Ma si sa che la religione in fatto di “natura” è abituata ad arrivare sempre un po’ in ritardo, e se dei suoi ritardi chiede scusa, ritiene che sia più edificante farlo solo quattrocento anni dopo.
 
Eppure, Signore, “le sanno a memoria” le parole che contano:
quelle del salmista a cantare dell’essere umano:
«gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi» (Salmo 8,7).
 
“La sanno a memoria” la parabola del “padrone assente”
che partendo aveva lasciato ai servi «tutti i suoi beni»:
ora, servi fedeli sono stati quelli capaci di dire “tu mi hai dato”,
prendendo atto della loro responsabilità e dell’assenza del padrone;
mentre l’infedele è stato proprio quello che ha saputo solo dire “ecco qui il tuo”,
incapace di prendere atto della sua responsabilità,
e restando fermo alla “presenza ossessionante” di un padrone
per lui, purtroppo, mai partito, mai diventato veramente “assente”.
Solo prendendo atto di un “padrone assente”
è possibile ai servi diventare “padroni”, segno-presenza di lui.
E chi parlava di quel padrone, Signore, eri tu,
e stavi per partire da una croce. (Matteo 25,14-30)
 
Antonio Pinna
Salmista ad Aristan

“Per non dire di uno scienziato che sta tentando di riportare in vita qualche mammut infelicemente scomparso, e che forse sarebbe altrettanto infelice di essere riportato in vita solo per conoscere un mondo in cui è difficile sopravvivere.”
Da Salmo 311 CRISPR – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

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