Salmo 315 COMPASSIONE?


Editoriale del 16 ottobre 2021

«Dovete prima indossare la vostra maschera a ossigeno e il vostro salvagente, solo poi potrete aiutare gli altri…»: è uno dei primi avvisi in caso di emergenza in aereo. Non c’entra niente con l’atteggiamento dei no vax e no green pass?
In un libro la cui fascetta annuncia «156 emozioni che hai provato, che non sai di aver provato, che non proverai mai», la compassione è elencata, ma non si dice che andrà sempre più classificata fra le emozioni che si proveranno sempre meno. Oggi si discute, o almeno si dice di discutere, per far prevalere la ragione, si tratti di vaccini, di green pass o di immigranti. Ma la compassione è grande assente. Anche nell’ambito delle professioni di aiuto, i dati sembrano rivelare una perdita crescente di sensibilità verso la sofferenza degli altri. Questo dato non mi sembra contraddetto dai successi delle varie raccolte fondi, sia periodiche, come quelle per la ricerca su diverse malattie, sia circostanziali, in occasione di incendi o alluvioni o terremoti.
È curioso che tutti i dizionari, dopo aver elencato il senso positivo del termine “compassione”, ne elencano subito dopo quello spregiativo (“mi fai compassione”), ma solo il più vecchio di data aggiunge al primo senso positivo il desiderio di portare aiuto. San Gregorio Magno, nella sua opera sul libro di Giobbe, paragonava la compassione e il desiderio di portare aiuto al processo di fusione di due pezzi di ferro. Perché si uniscano, tutti e due devono “sciogliersi”. «Perché una persona eserciti autentica compassione, quindi, è necessario portare allo scoperto lati molto vulnerabili di se stessi: non è una esperienza facile da sopportare». Meglio chiudersi in una qualsiasi discussione su chi ha ragione, se l’avviso di emergenza è vero o falso o solo una manovra interessata del pilota. L’aereo continua a precipitare? Mancherà l’ossigeno? Cosa conta e cosa contano gli altri se ho ragione io … io … io … io … Splashshshshsh.

“Signore compassionevole” ti diceva da sempre l’antico salmista (Salmo 85).
Tanto più ora che ti abbiamo visto,
Figlio di Dio e Figlio dell’Uomo:
«Infatti non abbiamo un sommo sacerdote
che non sappia prendere parte alle nostre debolezze:
egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi…
Pur essedo Figlio, imparò l’ubbidienza da ciò che patì…»
(Lettera agli Ebrei, cc. 4 e 5).

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

“L’aereo continua a precipitare? Mancherà l’ossigeno?”
DA Salmo 315 COMPASSIONE? – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

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