Salmo 65 NATALE, QUANDO LA SOMMA È PIÙ DELLE PARTI


Editoriale del 24 dicembre 2016

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Sarà tra poco tradotto in Italia «La grande livella. La violenza e la storia dell’ineguaglianza, dall’età della pietra al XXI secolo». L’autore vi mostra come soltanto episodi violenti, guerre rivoluzioni epidemie e fallimenti di stati, hanno diminuito, e solo per un certo tempo, le distanze tra chi sta bene e chi sta male. Le politiche democratiche si rivelano ininfluenti: «L’unica alternativa possibile sarebbe un’economia pianificata. Ma l’abbiamo già vista all’opera e non ha funzionato». Di più, il meccanismo profondo, sociale o psicologico, che perpetua le differenze sembra proprio quello di considerare le diseguaglianze come il prezzo da pagare per vivere in pace.

Allora, Natale auguri di pace? Come e per chi? Il Prologo del Vangelo di Giovanni risale oltre l’età della pietra: «In principio…». E se «tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto», se «tutto ciò che esiste era vita in lui», perché venuto fra le sue creature vi trova la morte, e non per pensione? Domanda indicibile e ora non detta, ma per poter andare avanti lo stesso Prologo ci viene incontro (cambia di isotopia) a dirci che la vita era anche «la luce degli uomini»: così, con la luce arrivano le nostre giornate fatte di contrari ai quali sappiamo di sopravvivere, perché «la luce splende nelle tenebre», e se le tenebre non accolgono la luce, nemmeno la vincono.

Luce e tenebra è la nostra giornata,
e ne splende ogni alba a risorgere.
«Viviamo insieme il dramma, Signore» (Turoldo).

Antonio Pinna
(salmista di Aristan)


… il meccanismo profondo, sociale o psicologico, che perpetua le differenze sembra proprio quello di considerare le diseguaglianze come il prezzo da pagare per vivere in pace
(da Salmo 65 NATALE, QUANDO LA SOMMA È PIÙ DELLE PARTI editoriale di Antonio Pinna)
Dio, ma quant’è ingiusto il mondo

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