Salmo 79 A OCCHIO… L’OPPOSTO DI FALSO


Editoriale del 1 aprile 2017

I modi di dire rivelano pubblici segreti più di una telecamera di sorveglianza. Potrebbe essere gioco in classe di lingue, o forse di antropologia, chiedersi: qual è l’opposto di “falso”? Se ci fosse in aula un parlante sardo in via di estinzione vi potrebbe dare una risposta sorprendente, e vi direbbe che l’opposto di falso è “bello”. E infatti, se tra due biglietti di cinquanta euro, di cui uno falso, vi dovesse indicare quale sia “il vero” o “il buono”, vi direbbe: «Su bellu est custu = Il (biglietto) “vero-buono” è questo».

Mi trovo a pensare che questo discorso sulla “bellezza” sarebbe una buona scorciatoia per capire il discorso di Gesù dopo la guarigione del cieco nato, quando, parlando di sé come il pastore che muore per la vita delle sue pecore, dice, letteralmente: «Deu seu su pastori, su bellu» (Gv 10,11). E il greco “kalos” ricorda l’ebraico del primo stupore divino di fronte al creato, che sempre il parlante sardo in via di estinzione tradurrebbe: «E Deus iat nau: Bellu! = E Dio disse: Va bene!”.

Dire il vero attraverso il bello: e dirlo attraverso gli occhi stupiti di un cieco nato può far intravedere dove occhi e bellezza possono condurre. Del resto, la storia del cieco, iniziava e finiva con un ascolto: «Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: “Tu, credi nel Figlio dell’uomo?”. Egli rispose: “E chi è, Signore, perché io creda in lui?”. Gli disse Gesù: “Lo hai visto: è colui che parla con te”. Ed egli disse: “Credo, Signore!”».

“A occhio e croce”, diciamo oggi, Signore, per dire “più o meno”.
Gli antichi tessitori, invece, così dicevano
per ritrovare “in croce”, a precisione,
fili persi a tesser trame giuste.
“La bellezza salverà il mondo”:
la “bellezza” di un pastore che dà la propria vita
per la vita delle pecore.
Di fronte al Crocifisso,
mi sento cieco nato in attesa di vedere
ciò che il Padre vede, amato e amante,
trasfigurando a bellezza di Figlio
violenza di fratelli.

Antonio Pinna
(salmista di Aristan)

qual è l’opposto di “falso”? Se ci fosse in aula un parlante sardo in via di estinzione vi potrebbe dare una risposta sorprendente, e vi direbbe che l’opposto di falso è “bello”

da La banda degli onesti (1956) diretto da Camillo Mastrocinque, con protagonisti Totò, Peppino De Filippo e Giacomo Furia

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