SALMO 92 Nature, tra contro e sopra…


Editoriale del 1 luglio 2017

Cara Biofila di Aristan, tanti non si sono trattenuti dal venirmi a svelare di essere una Natura così contro Natura, e sapendo di disconoscere il tuo invito, se ne scusavano, dicendo che però avevano mantenuto il segreto con tutti gli interessati, eccetto (aggiungevano quasi in tono di confessione tardiva) gli umani. Ringrazio anzitutto del tono della confidenza. Sono diventati rari, ormai, i posti in cui si dicono le cose con un sorriso di comprensione.
Perché, confidenza per confidenza, la cosa che più mi ha sorpreso, per non dire addolorato, è che parla di contro Natura soprattutto chi ha cominciato a parlare di sopra Natura. La sorpresa è che lo hanno fatto proprio quelli che credono che la Natura ha un Creatore; il dolore è che lo hanno fatto per farmi “a tutti i costi” un favore: per salvare, hanno detto, la gratuità della grazia che il Creatore fa all’umanità elevando il Naturale a livello di Soprannaturale. Ovviamente, il primo a pagare i costi del dualismo è stato il Creatore e la sua Natura… Ma, per fortuna, so che la storia è più lunga delle opinioni temporali «elevate» a verità eterne, e ormai da qualche tempo cresce, fra questi credenti, il numero di quelli che si sono accorti non solo del non senso di questo dualismo, ma del pericolo di tutti i dualismi a classificare diversi e contrari (natura e soprannatura, materia e spirito, soggetto e oggetto, vita e morte, luce e tenebra…).

Salmista senza parole in proprio, posso intromettermi?
«Ogni specie», Creatore e Redentore, avevi sognato a unire
nel «dominio» dell’uomo fatto «a tua immagine» (Gen 1,26).
Ogni persona umana a tua immagine,
non solo faraoni o re o figli di re:
una semplice, universale uguaglianza,
naturale e soprannaturale insieme,
a unire contrari senza considerarli diversi.

Sarà forse per questo che Gesù, è arrivato e partito da «Nazareno»:
con questa etichetta venuto «da Nazaret»:
da dove niente «di buono» credevano venisse (Gv 1,46);
con questa etichetta partito da Gerusalemme:
dove niente «di male» doveva restare appeso in giorno divino (Gv 19,31).

Di fronte al Crocifisso, al “nostro”, detto di Nicodemo,
mi interrogo perché lo dicono tua Immagine,
e due risposte ascolto:
una visione “scomposta” a corpo dis-unito, da una parte,
una visione “composta” a corpo ri-unito, dall’altra.
Solo mettendomi da quel “punto di vista”,
bene e male, luce e tenebra, vita e morte,
appaiono per quello che sono: “contrari” ma non “diversi”.
L’unità di questi “contrari non diversi”
il quarto vangelo la chiama «Gloria».

Antonio Pinna
(salmista di Aristan)

L’unità di questi “contrari non diversi” / il quarto vangelo la chiama «Gloria» (da SALMO 92 Nature, tra contro e sopra… , editoriale di Antonio Pinna)

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