SALMO 93 Frontiere, non fronti


Editoriale del 8 luglio 2017

«Io non sono (il vostro) Charlie»: ho abbandonato questo primo titolo, perché poteva essere capito male. Ma lo metto nel testo, perché se uno volesse a ragione capire male, ci pensi, come si dice, due volte. Perché da una parte è vero che «la battaglia di Charlie», come hanno detto i suoi genitori, ci riguarda tutti. I malati di malattie rare sono malati di frontiera: frontiera di ricerca medica e di speranza umana. Di ogni loro decisione, soprattutto di quelle più dolorose, siamo beneficiari, anche quando non partecipi. Ma perché una “battaglia di frontiera” diventa un “fronte di guerra” tra opposte teorie etiche e religiose, dove le persone sembrano dimenticate per diventare solo bandiera di parte? Ci sarà sempre “un caso personale” a mettere in crisi ogni più santa o scientifica teoria. Sono Charlie con tutto quello che non sono, e non sono bandiera a nessuno.

E mi ricordo, Signore, quel giorno che tu sei fuggito da pietre già pronte,
evitando ancora una volta la morte (Gv 10,39-42).
Ma oltre il Giordano, in terra sicura,
due amiche ti chiamano: «Vieni, il tuo amico è malato».
E tu non sei andato: nella sua morte accettavi la tua.
Il resto della storia, la chiamano «Risurrezione di Lazzaro»,
ma certo non è il primo titolo.
Anche tu ci hai pensato due volte.

Antonio Pinna
(salmista di Aristan)


Sono Charlie con tutto quello che non sono, e non sono bandiera a nessuno (da SALMO 93 Frontiere, non fronti, editoriale di Antonio Pinna)

da Cuori senza frontiere (1950) diretto da Luigi Zampa

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