SALMO n.36 PENSIERI COMPULSIVI E SANA FANTASIA


Editoriale del 04 giugno 2016

REINCARNAZIONI-Teresa-dAvila

«Non potevo sopportare di immaginarla fra le braccia di un altro». Da una mente in fiamme, un corpo in fiamme.

Un mancato aiuto sulla strada ad aiutare una donna, un enorme contributo sulla stampa a parlare dei maschi. Ciascuno e ciascuna ha ripetuto ciò che aveva detto l’ultima volta e ciò che dirà la prossima. Siamo cresciuti al buio dell’ineluttabile «al cuore non si comanda», e in mezzo alla nebulosa dell’«io penso, dunque sono». I chirurghi e i neuroscienziati hanno fatto progressi nel comandare al cuore e alla mente, gli educatori no. Ci siamo accontentati di sentirci “superiori” (guarda caso!) per il pensiero, ma non ci siamo preoccupati di imparare e insegnare a pensare senza alcuna “superiorità”. «Non potevo sopportare di immaginarla fra le braccia di un altro». Davvero non poteva “immaginare” altro? Con l’aiuto dell’oriente, abbiamo cominciato a immaginare di comandare alla mente, ma comandare al cuore ci sembra restare sempre senza senso.

Tra discorsi sui massimi sistemi da una parte (maschilismo, educazione gender), e sui singoli individui ridotti a mostri, dall’altra parte, non mi è capitato di leggere niente sulla educazione alla “igiene mentale”. In genere i mostri sono mostri perché non riescono a immaginare altro da quello che immaginano. Descrizione pericolosa, perché i pensieri compulsivi sono più diffusi di quanto si dice, anche se non tutti portano a simili tragedie.

Pensieri compulsivi? Tutti ne abbiamo qualcuno. Come ce ne liberiamo? È bastato annunciare fra le iniziative di Aristan la reincarnazione di Teresa D’Avila, che «rivendicò l’amore spirituale femminile invitando a godere del giardino di delizie presente in tutti noi» e si è creduto «facile (sic!) immaginare» cosa una donna avrebbe detto. Ovvio: senza bisogno poi di verificare quello che una donna di fatto aveva detto della donna Teresa Cepeda y Ahumada. È stato immaginato, e basta. Pensieri compulsivi? È bastato annunciare «addirittura la reincarnazione di Gesù di Nazareth» (ma il titolo diceva: “secondo il vangelo di Giovanni”, cosa sfuggita ai soliti anonimi «ben informati» di retroguardia che in simili pezzi sono coraggiosamente immaginati in avanscoperta), e si è supposta una dissacrazione di cui i musulmani ci dovrebbero insegnare degna mercede. Peccato che anche quella reincarnazione sia avvenuta con tutt’altro esito delle profanazioni immaginate e basta. Peccato anche che nessuna transazione di quelle immaginate sia reale, ma solo la generosa collaborazione di chi ha saputo vedere occasioni di “annuncio” tra le iniziative di una università senza diplomi, ma nei cui “titoli” appare quel termine “felicità” che non dovrebbe apparire estraneo o fricchettone a chi la promette eterna. Dissacrazione immaginata e basta. Pensieri compulsivi? Se incapaci di immaginare una realtà diversa da quella che si ha nella propria testa…

Se non ci bastano, Signore, le tecniche orientali
per comandare alla nostra mente,
fa’che ci liberiamo dai nostri pensieri compulsivi
cominciando almeno a non immaginare quelli degli altri.
Riconosco: se penso ai tuoi molto-credenti,
sono tentato di pensare che sto chiedendo troppo.
Sarà forse un pensiero compulsivo?
– «Tu l’hai detto».
– Allora, Signore, dammi soltanto un po’ di sana fantasia…

PS. … per passeggiare liberamente nel tuo «giardino di delizie», in quel Castello Interiore dalle sette stanze, e l’ultima più intima, dove la sorella Teresa del Gesù non ancora né santa né dottore della Chiesa, ma ogni tanto in estasi, voleva «ricreare» le sue consorelle lettrici, e oggi anche i suoi confratelli lettori, esortando a «entrare e passeggiare in qualunque ora», anche «senza il permesso delle Priore.» E nemmeno quello dei Priori.

Antonio Pinna
(salmista di Aristan)


Incapaci di immaginare una realtà diversa da quella che si ha nella propria testa… (da SALMO 36. PENSIERI COMPULSIVI E SANA FANTASIA)
Il mostro immaginato – da Il mostro (1994), diretto e interpretato da Roberto Benigni, scritto dallo stesso Benigni con Vincenzo Cerami

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