SAN TERMINATOR


Editoriale del 2 novembre 2021

L’intelligenza artificiale di “2001 Odissea nello spazio”, i replicanti di “Blade Runner”, i robot, gli alieni e i mostri vari hanno da sempre ricoperto nei film il ruolo dei cattivi che minacciano l’umanità. A volte hanno le loro ragioni, a volte rappresentano la pura essenza del male, in ogni caso stanno a significare un rischio apocalittico prodotto dall’evoluzione tecnologica, da cui il cinema ci invita a guardarci. Da “Frankenstein” a “Il mondo dei robot”, da “Il pianeta delle scimmie” a “Ultimatum alla terra”, il cinema di fantascienza ha suonato il campanello d’allarme alla tecnologia per avvertirci che, se facciamo il passo più lungo della gamba, saremo sopraffatti dai mostri che abbiamo creato o disturbato dagli spazi delle galassie. Ora, contrordine compagni, come diceva Guareschi. In “Eternals” i robot inviati dalle divinità cosmiche e presenti ininterrottamente sulla Terra fin dalla fondazione del mondo si ribellano agli ordini dei loro Celestiali superiori che vorrebbero distruggere il pianeta per crearne uno nuovo e si schierano dalla parte degli uomini. Nel cartoon “Ron un amico fuori programma” un robottino di una serie avveniristica che contiene tutte le estensioni Internet possibili fino a diventare l’unico compagno inseparabile di ogni ragazzo si sacrifica come un Cristo digitale per trasmettere via rete i valori dell’anticonformismo e dell’imperfezione alle giovani generazioni. In “Freaks out” una scalcinata banda di fenomeni da circo, a metà tra i mostri e i supereroi, sconfigge i nazisti, così come i mostri sono i buoni nel cartoon “La famiglia Addams 2”. In tutti questi film appena usciti, gli umani sono i cattivi o gli inutili: corrotti oppure imbelli, incapaci di agire e di imprimere alla realtà il loro volere, spesso omologati fino al punto di diventare loro i disumani. Non a caso James Bond è morto e il nostro immaginario ha perso talmente la fiducia nell’uomo da augurarsi che nel futuro siano le macchine che abbiamo creato, e di cui fino a ieri diffidavamo, a salvarci. Se ci aspettiamo che i nuovi eroi nascano tra gli uomini infiacchiti e omologati della contemporaneità, stiamo freschi. A parte qualche speranza nei diversi e negli emarginati, gli Ulisse e gli Zorro dell’epica del futuro saranno la versione buona di Terminator.

Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

“I robot inviati dalle divinità cosmiche e presenti ininterrottamente sulla Terra fin dalla fondazione del mondo si ribellano agli ordini dei loro Celestiali superiori che vorrebbero distruggere il pianeta per crearne uno nuovo e si schierano dalla parte degli uomini.”
Da SAN TERMINATOR – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

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