SANGUE DI PIPISTRELLO


Editoriale del 5 febbraio 2020

La comunicazione sull’epidemia da COVID-19 è stata sinora disastrosa e non sembra averci ancora mostrato il peggio, ci si sforza di sdrammatizzare ma si finisce per far percepire all’opinione pubblica che siamo di fronte a un’immane sciagura. Peraltro, a livello internazionale, la situazione non sembra migliore: il nome dato alla malattia, COVID-19, ad esempio, è un capolavoro di “politicamente corretto”: nessun riferimento alla Cina, da cui è partita l’epidemia, nessun riferimento al pipistrello, animale che ospitava il virus: meglio evitare attacchi razziali o stragi di animali. Eppure per le precedenti pandemie, tra cui la “suina” nel 2009, non ci si era posto il problema;ma si sa, i maiali sopportano. Con un po’ di coraggio si sarebbe potuto chiamare il virus PIPISTRELLO-1, abbuonandogli gli innumerevoli disastri da lui causati, Ebola e SARS compresi. Il pipistrello ha un sistema immunitario fuori dall’ordinario che gli permette di ospitare decine di coronavirus geneticamente simili a quello che ci sta ossessionando. Ecco, una grande e rassicurante notizia potrebbe essere questa: “Un ricercatore ha infilato un coltello in pancia a un pipistrello, e nonostante gli schizzi di sangue sul visoè riuscito a identificaretutti i coronavirus che quella immonda bestia ospitava, spianando la strada alla preparazione dei vaccini e risparmiando al mondo decine di pandemie”. Ma stavo solo sognando.

 

Marco Schintu

(Ufficio pesi e misure di Aristan)

 

La comunicazione sull’epidemia da COVID-19 è stata sinora disastrosa e non sembra averci ancora mostrato il peggio. Ci si sforza di sdrammatizzare ma si finisce per far percepire all’opinione pubblica che siamo di fronte a un immane sciagura. (da SANGUE DI PIPISTRELLO – Editoriale di Marco Schintu)

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