SCIMMIE DI MARE, FILIGRANOSCOPI E OCCHIALI A RAGGI X


Editoriale del 2 febbraio 2013

Nell’Albo dell’Intrepido e in altri fumetti degli anni 50/60 alcune pubblicità attiravano i nostri occhi di adolescente.
Le scimmie marine erano famiglie di allegri e socievoli crostacei (l’Artemia Salina) di forma umana con braccia e gambe lunghe, coda e antenne: marito, moglie bona e figli, sempre sorridenti, cordiali e simpatici potevano “perfino” essere ammaestrati; l’addestramento veniva tentato anche con granchi, gamberi e mazzancolle: i pessimi risultati venivano poi ampiamente riscattati in campo gastronomico.
Olio, aglio e prezzemolo, sfumati con acquavite i granchi, con vernaccia gli altri crostacei.
Del Kit filatelico affascinava la possibilità di entrare in possesso, con una modica spesa, anche di un filigranoscopio; immaginato simile al microscopio ma più complicato si rivelava una deludente nera vaschetta di celluloide atta a rivelare la filigrana del francobollo se immersovi in un apposito liquido.
Nell’elenco dei piccioni che hanno acquistato il kit è consentito annoverare anche il sottoscritto.
Inverosimili erano invece i tanto appetibili occhiali a raggi X, che consentivano, attraverso gli abiti, la vista di succinte fattezze femminili: un oggetto troppo bello per essere vero.

Ing. Carlo Todde
(Divulgatore Scientifico presso l’Università di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Il mondo non basta (The World Is Not Enough 1999) diretto da Michael Apted, con Pierce Brosnan

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