SEGRETI 2


Editoriale del 1° agosto 2021

Quando avevo sei anni, in chiesa, eludendo il controllo di mia madre, ero sgattaiolata verso la gente in fila e avevo fatto la comunione. Abitavamo in un paese dove entrambi i miei genitori insegnavano ed erano tempi in cui gli insegnanti venivano annoverati fra i notabili, perciò erano venuti a casa il prete – la mano armata della divina legge, il farmacista – testimone oculare, il medico – che era anche sindaco, la maestra di catechismo per parlare coi miei, esaminare a fondo la questione, trovare una soluzione che sanasse una situazione imbarazzante per tutti: mia madre non era stata attenta, il prete non si era neppure accorto di avermi comunicato, il sindaco non sapeva come affrontare la questione, il farmacista colpevole di non essere intervenuto e poi la catechista, di diritto parte in causa. Ricordo me, acquattata dietro un divano verde, e rivedo mia madre, coi capelli come la signora disegnata sulla scatola dei dadi Doppio Brodo Star, che mi viene a prendere tirandomi su per un braccio, con un sorriso forzato, i denti stretti, quella finta gentilezza che si ostenta di fronte a estranei e una malcelata, verissima e a stento repressa intenzione di prendermi a calci. Ciò che avevo fatto, quello che io consideravo un’impresa coraggiosa – e ce ne era voluto di coraggio! – si era per qualche motivo tramutato in una gravissima mancanza e quelli, tutti lì a casa mia, con le loro domande non facevano altro che accrescere in me un fortissimo senso di inadeguatezza e di colpa: l’hai fatto da sola o te l’ha detto qualcuno? Ti ricordi chi c’era in fila davanti a te? E dietro? Ma cosa ti è venuto in mente? Pensi che Gesù sia contento? Lo sai vero che non hai neanche cominciato il catechismo? E adesso come si fa? Ero tornata in camera non sapendo assolutamente se mi avessero promosso o bocciato, ma mi erano sembrati comunque gentili, avevano parlato con me senza alcuna stretta, né di denti né di braccio. Mi dimenticai del disagio, le acque si calmarono, venni iscritta all’ultima classe di catechismo con le bambine più grandi e qualche tempo dopo mi comunicarono di avermi inserito nelle Prime Comunioni di Maggio, quelle vere. Ero orgogliosa di partecipare alla cerimonia, io con i capelli cortissimi – mamma non mi piacciono tanto, sembro un maschio! – un soprabito giallo coi bottoni d’oro e le scarpe di vernice, nuove fiammanti. Le altre bambine tutte uguali, vestite da principesse, col velo bianco sui boccoli e i guantini di raso. Non ti puoi mica vestire di bianco, dopo quello che hai combinato!
Passi per i guanti che non mi sono mai piaciuti, però il velo l’avrei gradito e anche i boccoli. Purtroppo Gesù non aveva voluto, a detta di tutti. D’altronde era Gesù, avrà avuto validissimi motivi, anche se ancora non capisco perché comunicare per interposta persona, non me lo poteva dire in faccia?

Giovanna Ferraro (Assistente di volo ad Aristan)

“D’altronde era Gesù, avrà avuto validissimi motivi, anche se ancora non capisco perché comunicare per interposta persona, non me lo poteva dire in faccia?”
Da SEGRETI 2 – Editoriale di Giovanna Ferraro (Assistente di volo ad Aristan)

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