SEGRETI


Editoriale del 25 luglio 2021

Da giovane non indossavo i sandali perché pensavo che i miei piedi non fossero abbastanza belli. Più grande,  ispirandomi al titolo del libro di Lara Cardella, “Volevo i pantaloni”, avevo scritto “Volevo le infradito”, una breve storia di emancipazione riguardo l’orgoglio delle estremità, liberandomi definitivamente dal complesso, anche grazie a mio marito che palesemente ammirava quella mia parte del corpo, insieme a tutte le altre. Un’estate, ospite da nuovi conoscenti, sfoggiavo dei sandali nuovi, bellissimi, e me ne stavo seduta di fianco, su un dondolo, con la gamba mollemente distesa in avanti e un piede ciondolante, per poterli tenere d’occhio e sorprendermi così, ogni tanto, per l’effetto. Mi succede anche quando compro le pantofole o ciabatte qualsiasi, di incantarmi a guardarle. Quel giorno il padrone di casa, vedendo il mio piede in mostra, si era sentito male e non si era trattenuto dal chiedermi di nascondere i piedi perché, mi aveva confessato sua moglie, molto imbarazzata, era podofobico, tanto che lei doveva usare sempre i calzini, anche a letto, indossare rigorosamente scarpe chiuse, anche d’estate, e poi non andavano mai al mare per via dello stress che il marito avrebbe accumulato alla vista di così tanti piedi all’aria. La fobia di quello sconosciuto si è unita al mio complesso iniziale così la mia emancipazione ha subito un brusco arresto. Prediligo definitivamente le scarpe chiuse ma continuo a fantasticare sulle infradito e, in spiaggia o nel segreto di casa mia, trattengo a fatica l’orgoglio sfrenato per i miei bellissimi piedi. Ma lo tengo per me.

Giovanna Ferraro (Assistente di volo ad Aristan)

“Non andavano mai al mare per via dello stress che il marito avrebbe accumulato alla vista di così tanti piedi all’aria.”
Da SEGRETI – Editoriale di Giovanna Ferraro (Assistente di volo ad Aristan)

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