SEICENTONOVANTANOVE


Editoriale del 16 novembre 2020

L’anno prossimo non se ne potrà più delle celebrazioni in onore di Dante Alighieri, così, approfittando del fatto che in questo periodo mi trovo in Paradiso, ho giocato d’anticipo e in occasione dei 699 anni dalla sua morte ho fatto due chiacchiere con lui. Mi ha concesso tre minuti.

Filippo – Ma ti aspettavi un Paradiso così?
Dante – La mia Commedia è un’opera poetica, non profetica. Questo Paradiso invece è la realtà, e ne ho preso atto immediatamente.
F – Qual è la tua attività preferita in Paradiso?
D – Scrivere. Anche qui non posso farne a meno.
F – Adesso cosa stai creando?
D – Sto sceneggiando un fumetto intitolato ‘Radombra’. Avrei voluto i disegni di Sandro Botticelli, mi piace il suo segno nervoso… ma purtroppo Sandro ha un caratteraccio, come me del resto, e non se n’è fatto niente. Allora il mio amico Erich Auerbach mi ha fatto conoscere un artista straordinario del ventesimo secolo, si chiama Alex Raymond, è l’inventore di Flash Gordon. Lo disegnerà lui.
F – Di cosa parla ‘Radombra’?
D – Racconta la conquista della mente di un insetto del macropianeta Mhorkx da parte di un manipolo di guerriglieri del micropianeta ‘Radombra’.
F – Sarà un fumetto filosofico?
D – Sarà un fumetto d’avventura. La storia del disorientamento di un popolo che ha perso il senso della sua dimensione e cerca in tutti i modi di recuperarlo.
F – È un tema molto diverso da quello della Commedia…
D – Non mi pare. Le nuove frontiere dell’astronomia e della fisica subnucleare hanno eccitato la mia fantasia ma credo che il mio sia sempre lo stesso gioco.
F – Tu e William Shakespeare sulla Terra siete considerati i più grandi geni della letteratura di tutti i tempi; di Shakespeare qui in Paradiso si son perse le tracce, cosa pensi della sua opera. L’hai letta?
D – Sì. Penso di averla letta tutta. È un artista enorme. Spettacolare.
F – Quale opera preferisci?
D – ‘La Tempesta’. “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”… Prospero è commuovente. Mi piacerebbe molto incontrare Shakespeare. Gli scrittori dal vivo spesso sono deludenti, lui però sono certo che non mi deluderebbe. Cenare con lui sarebbe divertentissimo.
F – Qui in Paradiso ti è capitato di scoprire qualche grande scrittore?
D – Ho ascoltato un poema di Anele Al, una poetessa africana del XVIII secolo, completamente sconosciuta sulla Terra. Per me era la più brava di tutti, più di me e di Shakespeare. Non scrisse mai una riga, i poemi li costruiva solo nella sua mente, poi li cantava. Per fortuna ne cantò uno anche a un tuareg dalla memoria prodigiosa che ho incontrato da poco, e lui me l’ha ripetuto senza saltare un verso. Sono rimasto senza fiato, meraviglioso! (Guarda l’orologio). Tempo scaduto. Ti avevo avvertito, devo andar via. Ho un appuntamento con Bobby Fischer per la nostra partita a scacchi quotidiana… Bobby è un maniaco della puntualità.
F – Grazie Dante. Addio.
D – Siamo già da Dio.

Filippo Martinez (Inviato metafisico)

“Dante – La mia Commedia è un’opera poetica, non profetica. Questo Paradiso invece è la realtà, e ne ho preso atto immediatamente.”
Da SEICENTONOVANTANOVE – Editoriale di Filippo Martinez (Inviato metafisico)

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