SEMPRE CARO


Editoriale del 24 giugno 2014

Volete comprare l’Infinito di Leopardi? Dopodomani, giovedì 26 giugno, sarà venduto all’asta a Roma, presso la casa Minerva Auctions, uno dei tre manoscritti autografi vergati dalla mano del poeta di Recanati tra il 1821 e il 1822. Il banditore partirà dal prezzo base di 150 mila euro. In molti, a cominciare dalla regione Marche, si augurano che provveda ad acquistarlo lo stato e già è stato scritto in proposito un appello al Ministero dei Beni Culturali. Ma l’asta, si sa, dà retta a chi offre di più e, in un momento di crisi e di tagli come questo, è improbabile che il ministro possa permettersi di rilanciare oltre le 250 mila euro. Per cui se, rompendo il maialino-salvadanaio, ci troverete un gruzzolo sufficiente, potreste incorniciare nel vostro salotto l’originale della poesia più famosa della letteratura italiana. L’investimento è sicuro, perché sarà difficile che passino di moda gli “interminati spazi” e i “sovrumani silenzi”; così, in caso di emergenza, non sarà un problema rivenderlo in qualsiasi momento senza il rischio di perdere un euro, anzi. Mica sono le azioni del Monte dei Paschi. “Io nel pensier mi fingo” che emozione sarebbe possedere l’Infinito. Già dirlo è poetico di per sé. E “sedendo e mirando” quel pezzo di carta toccato dalle mani di Leopardi e ora dalle nostre, vagheggiare la proprietà della pura aura, senza neppure l’ingombro del valore estetico di un dipinto o economico di un gioiello. Trionfo assoluto di quella immaginazione celebrata dai versi della stessa poesia, in un corto circuito struggente capace davvero di rievocare e shakerare “l’eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei”. Per il fortunato acquirente l'”immensità” diventerà esperienza reale: solo lui proverà quanto sia “dolce” il “naufragar” nell’estasi metacronica. E se pure “annega” nel rosso in banca, avrà il privilegio di aver risemantizzato il senso di quell’incipit immortale: “Sempre caro mi fu quest’ermo colle”.

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 

un leopardo uccide la sua preda ma si prende cura del cucciolo rimasto orfano

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