SENZA SENSO


Editoriale del 28 marzo 2018

La morte di Stephen Hawking ha nuovamente fatto parlare del multiverso. Il multiverso è l’universo che non prende sul serio le sue decisioni: fa questo, ma anche l’opposto. Col multiverso è facile spiegare qualsiasi cosa, anche la più incoerente: essa è vera, ma anche no. Perché cercare un senso agli avvenimenti, se ogni fatto è avvenuto ma anche non avvenuto? Si smarrisce il senso del mistero, ogni cosa è priva di una ragione che l’ha fatta essere, ogni cosa è semplicemente capitata, e noi siamo capitati per caso nell’universo dove la si può vedere. La realtà è poco seria, fa promesse poco serie. Ciò è molto asiatico.
La spiritualità cinese, specialmente quella ch’an (zen), si fonda proprio sulla perdita di senso e sulla sua vertigine. Alla radice di ogni consapevolezza c’è l’accettazione che le cose non hanno una ragione, ma semplicemente stanno lì. Il lavoro del monaco zen consiste nella laboriosa rimozione di questo ingombrante muco che la nostra mente continuamente secerne – il senso delle cose. La mente è fatta per cercare un senso alle cose, per dotarle di un contesto: il saggio deve liberare la realtà da questo ingombro. Senza di esso, la realtà appare quale è veramente. Senza senso, quindi muta.

Gianluigi Sassu (Asiatista di Aristan)

La mente è fatta per cercare un senso alle cose, per dotarle di un contesto: il saggio deve liberare la realtà da questo ingombro. Senza di esso, la realtà appare quale è veramente. Senza senso, quindi muta (da SENZA SENSO, editoriale di Gianluigi Sassu)

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