SETTANTA


Editoriale del 19 luglio 2021

A settanta anni, finalmente, si può avere la certezza degli obiettivi possibili, delle persone davvero importanti e delle ambizioni velleitarie.
Per quanto riguarda gli obiettivi possibili non ho dubbi: mi basterebbe riuscire a chiudere bene i sette giochi a cui adesso sto giocando.
Il censimento di chi è stato importante nella mia vita, invece, è molto complicato; infatti alle tante magnifiche persone in carne e ossa che ho avuto la gioia di incontrare ho aggiunto gli artisti e i personaggi che ho vissuto come fratelli e sorelle ma che non ho mai materialmente incontrato. Per la categoria ‘artisti’ ne cito almeno undici, una squadra di calcio: Franz Kafka, Osvaldo Soriano, la misteriosa Qohelet, Wolfgang Amadeus Mozart, Marcel Duchamp, Pico della Mirandola, Stan Laurel, Paul Klee, Michelangelo, Igor Strawinskij e il sommo Dante. Per quanto riguarda invece la categoria ‘personaggi’ ecco una possibile formazione scelta tra quelli che dentro di me, grazie alla magia di chi li ha raccontati, si sono tramutati in persone: Margherita, che vola nuda su Mosca; Corto Maltese che con un coltello si incide la linea della fortuna sulla mano; Beatrix Kiddo, la sposa, mentre cerca Bill per ucciderlo; Tzinacàn, mago della piramide di Qaholom, nel pozzo buio con il giaguaro; il torero Ignacio che alle cinque della sera, disorientato, sale sui gradini con tutta la sua morte addosso; Guglielmo da Baskerville, nella grande biblioteca avvolta dalle fiamme; Sancho Panza che, più realista del suo padrone don Chisciotte, si accontenta di un castello; il colonnello Aureliano Buendía sotto la pioggia, con un pesciolino d’oro nella tasca sinistra; Marcellino che, sorridendo, porta vino e pane a Gesù sulla croce; l’androide Roy Batty, mentre vede cose che noi umani non potremmo nemmeno immaginare. E poi Nemecsek tra le braccia di Boka che attraversa la via Pál per riportarlo a casa.
Giunto infine alle ambizioni velleitarie confesso l’ingenua speranza di poter provare, proprio a ridosso degli ultimi saluti, l’inebriante sensazione di suscitare almeno in una donna, almeno per un attimo, un’indecente scintilla di desiderio.

Filippo Martinez (Archivista)

“Giunto infine alle ambizioni velleitarie confesso l’ingenua speranza di poter provare, proprio a ridosso degli ultimi saluti, l’inebriante sensazione di suscitare almeno in una donna, almeno per un attimo, un’indecente scintilla di desiderio.”
Da SETTANTA – Editoriale di Filippo Martinez (Archivista)

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