SEX AND DRUGS AND ROLLING STONES


Editoriale del 13 marzo 2018

I fan del politicamente scorretto hanno ora la loro Bibbia nell’intervista rilasciata pochi giorni fa al Telegraph da Keith Richards, sconcertante e divertente anche per i nostri palati ormai avvezzi a tutto. Già intervistare un cattivo maestro è una garanzia di scoop. Diventa un classico della letteratura se per di più l’immarcescibile rockstar dei Rolling Stones si lancia, a 74 anni suonati, in uno spassionato elogio della droga come soltanto un vecchio malvissuto può permettersi, dettato non si sa se più dalla voglia irresistibile di spiazzare l’intervistatore e scandalizzare i lettori o dalla sincerità disinibita di un autentico tossico refrattario a ogni redenzione. L’inizio è incoraggiante: “Oggi non tocco nulla da un paio di mesi”. Poi precisa: “Non dico di esserne uscito definitivamente, fra sei mesi potrei ricaderci”. Giusto, mai dire mai. E poi che volgarità posare da pentito! Intanto afferma che adesso va avanti solo a “caffè e sigarette”, come se dicesse insalata e mozzarella. Poi, parafrasando i salutisti e rovesciandone il messaggio, dichiara che non capisce chi non si droga. Se ha (provvisoriamente) smesso è perché le nuove droghe sono noiose, roba da borghesucci: “Le droghe di oggi non sono più interessanti, sono molto istituzionalizzate e noiose. E comunque, le ho fatte tutte”. In effetti, l’empirista Richards giudica solo per esperienza. Quando il giornalista lo accusa di istigare i giovani alla tossicodipendenza, lui si schermisce con decisione: “Non invito nessuno a fare quel che faccio io. Perché dovrei? Così ne resta di più per me!”. Aggiunge anche che non sopporta la maleducazione dei drogati disperati e il massimo della maleducazione lo si tocca nell'”andare in overdose mentre sei ospite a casa d’altri”. Qui ha ragione: un’imperdonabile mancanza di stile. Il suo rapporto con l’eroina è, a detta sua, matrimoniale, con tutte le complicazioni del caso: “L’eroina è stata come una moglie per me e il divorzio non mi è certo costato poco”. Alla domanda cocainomane su quale sia la sostanza più strana che abbia sniffato, risponde imperturbabile: “Mio padre. Era stato cremato e non ho potuto resistere alla tentazione di farmi un tiretto con le sue ceneri miste a cocaina”. Solo un tiretto e oltretutto mescolato con la cocaina. Chissà che ne avrebbe pensato babbo Richards? Quando l’intervistatore lo ammonisce a riflettere su quanti problemi gli abbia però creato la sua passione per le droghe, lo corregge puntualizzando: “Io non ho mai avuto problemi con la droga: ho avuto problemi con la polizia”. Temiamo che questa sua pirotecnica intervista gliene creerà degli altri.

Fabio Canessa
PRESIDE DEL Liceo Olistico Quijote

“Mio padre. Era stato cremato e non ho potuto resistere alla tentazione di farmi un tiretto con le sue ceneri miste a cocaina”. (da SEX AND DRUGS AND ROLLING STONES, editoriale di Fabio Canessa)

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