SIAMO I NO CHE DICIAMO


Editoriale del 3 maggio 2015

Dato che il linguaggio descrive e quindi limita i confini del mondo è giusto ricordare che la parola più difficile da articolare è anche la più semplice sintatticamente da proferire. Basta dire: No! Il punto esclamativo l’ho aggiunto io, potete dirla anche senza enfasi. Provate a valutarne l’impatto sulle vostre azioni quotidiane allenandovi a dirla un po’ più spesso. Tutti noi siamo in qualche modo affetti da un – più o meno piccolo – disturbo psichico che alcuni studiosi definiscono “Sindrome di compiacenza” e che ci rende spesso incapaci di dire di no a molte richieste rendendo non solo inutili le scelte che facciamo (perché rispondendo frequentemente di sì in pratica non scegliamo mai) ma ben presto annullando il valore di chi siamo. Siamo composti dalle scelte che facciamo e le nostre scelte ne producono altre in chi ci circonda, in un dialogo fatto non solo di parole ma di comportamenti che sono per una minima parte automatici e per lo più controllati dalla volontà di passare “dal dire al fare”. Allenatevi dunque a dire di no per far apprezzare a tutti quando direte di sì.

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Yes Man – diretto da Peyton Reed con Jim Carrey

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