SPADE SENSIBILI


Editoriale del 13 aprile 2013

Sono davanti al mio nemico. La grata del ‘Men’, che protegge il mio volto, non mi consente di vederlo bene, ma percepisco ogni suo pensiero con la punta della ‘Shinai’, la spada di bambù che sonda gli abissi tra la vita e la morte. E’ come un’antenna che capta l’impazienza, l’indecisione, la paura. È il sesto senso che si aggiunge al corpo per esplorare possibili passaggi verso la vittoria o per parare la strada a una probabile sconfitta.
“Sotto la spada levata alta c’è l’inferno che ti fa tremare. Ma vai avanti e troverai la terra della beatitudine.” diceva Musashi.
Ora la mente produce a getto continuo tutte le possibili azioni d’attacco. Le spade si cercano, si sfiorano, danno dei piccoli colpi d’assaggio. E’ un duello silenzioso e questa apparente calma è carica di grandi promesse di soluzioni definitive. La vita e la morte sono a un passo l’una dall’altra.
Parto con un colpo ‘Debana Waza’, cercando l’anticipo sulla sua iniziativa: “Sen no Sen”. Sono in volo, con le braccia completamente distese, verso l’ignoto. Non so quale sarà il mio destino.

Alessandro Chessa
(Econofisico di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da La maschera di ferro (The Iron Mask 1929) diretto da Allan Dwan

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