SPAGHETTI ALL' ARISTANESA (16° tappa della Caccia al tesoro Biffi)


Editoriale de 02 novembre 2016

spaghetti

L’ultima indicazione della Caccia al tesoro, come altre volte, richiedeva un’indagine preliminare. Cos’erano “gli spaghetti all’aristanesa”? Domandai alle Ancelle dell’Oblio (grandi cuoche); mi citarono numerose preparazioni tipiche di Aristan, ma nessuna rispondente alla ricerca. Decisi per un’indagine estesa: una visita ai più vecchi ristoranti di città e dintorni. Chiesi a Filippo di accompagnarmi, ma (stranamente) rifiutò: disse di essere impegnato in cose più importanti. La segreteria telefonica di Paolo e Cristina mi comunicò la loro assenza: si trovavano nella Mongolia orientale per una lunga vacanza (?). Poiché detesto mangiare in ristorante da solo, invitai le Ancelle dell’Oblio a venire con me. Il giorno dopo, in compagnia di tre signore mature, iniziavo il giro dei ristoranti. Per quanto amabilissime nello svolgimento delle funzioni d’Archivio, le Ancelle si rivelarono insopportabili come commensali; sempre pronte a elargire critiche velenose contro cuochi e camerieri. Ogni giorno si facevano due locali, uno a pranzo e uno a cena. In una settimana completammo le visite in città; purtroppo, senza aver trovato traccia degli spaghetti all’aristanesa. Centrammo però l’obiettivo nel primo ristorante fuori porta: una vecchia osteria con tavoli e sedie di plastica sotto un pergolato di vite americana. Senza indugi chiesi all’oste se servivano spaghetti all’aristanesa. L’uomo s’illuminò: “E’ la nostra specialità! La cuciniamo da più di un secolo e la serviamo in speciali piatti di porcellana indistruttibile, eredità di mio nonno, regalo di un suo grande amico: il Cavalier Biffi”. Gli spaghetti erano buonissimi; tanto da ammutolire (finalmente!) le tre Ancelle. All’ultima forchettata, notai una scritta sul fondo del piatto: BIFFI. MUSEO EGIZIO.

Carlo M.G.Pettinau
(Archivista dell’Oblio)


… invitai le Ancelle dell’Oblio a venire con me. Il giorno dopo, in compagnia di tre signore mature, iniziavo il giro dei ristoranti. Per quanto amabilissime nello svolgimento delle funzioni d’Archivio, le Ancelle si rivelarono insopportabili come commensali
(da SPAGHETTI ALL’ARISTANESA editoriale di Carlo M.G. Pettinau)
da Totò, Peppino e… la dolce vita (1961) diretto da Sergio Corbucci ed interpretato da Totò e Peppino De Filippo

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