SPESSO IL MALE DI SOPRAVVIVERE HO PROVATO


Editoriale del 1° ottobre 2021

La scomparsa improvvisa di un amico, un coetaneo, mi ha portato una serie di considerazioni, di quelle che non facevo a 30 e neanche a 40 anni e non continuo per non contare quanto a lungo ho già vissuto. Ma non lo dico per paura della morte, a quella non penso proprio, sono Epicureo, mi consolo pensando che se c’è lei non ci sono io e viceversa.
Penso a chi sopravvive. Ripenso a mia madre e devo sbrigarmi a scriverlo, perché è un pensiero poco sopportabile, e infatti mi addentro ma non lo porto mai avanti troppo a lungo. Penso alla forza che ha avuto di non farci pesare quella disperazione che pure ha provato nel non avere più accanto l’uomo di una vita, che scelse non ancora ventenne e grazie al quale diventò moglie e madre e anche nonna.
Non so quanto le siamo stati vicini noi figli e quanto avrebbe voluto. Perché la vita continua, e troviamo delle scuse per vivere e curiosità per rimanere spettatori del mondo.
“Vorrei morire prima di te” si dice come dichiarazione d’amore e si vive e si muore singolarmente, in certi casi la si dice e basta, specie se si gode di buona salute. Ma sarebbe meglio morire insieme se non fosse che qualcuno ha sempre molta fretta.
Ma non c’è soltanto il distacco moglie e marito, padre e figlio, nonno e nipote, oserei dire che c’è il distacco traumatico anche da un animale che ti ha fatto compagnia per tanti anni.
C’è anche il distacco molto più frequente tra amico e amico, e l’ultima notizia me lo ha ricordato. Se ne è andato Paolo Mauri di sera tardi e la mattina dopo l’abbiamo saputo tutti, compreso il suo compagno di sempre a Bridge Nando Usai, da più di 50 anni, che sono gli anni di conoscenza che vanto anche io. E ora? Nando lo ha ringraziato per questa vita insieme e ne ha condensato in due parole felici le sue doti. E l’ha detto in due parole lodandone la “armonia logica”, che era il mistero dicibile, ma non ripetibile delle doti del tuo compagno di una vita.
E ora? Quale forza dovrai avere per riprendere a giocare senza di lui, senza poterlo chiamare il giorno dopo per discutere, per organizzare, per parlare di futuro. Perché il tuo futuro era legato a lui e so cosa si può provare, accusare, perché l’ho provato anche io e mi viene alla mente il ricordo di un amico scomparso quest’anno, un compagno di scuola, Riccardo, che viveva a Napoli, lontano, ma bastava rivederci ogni tanto, e ora non più.

Nino Nonnis (Sa Cavana [la roncola] di Aristan)

“Vorrei morire prima di te” si dice come dichiarazione d’amore.
Da SPESSO IL MALE DI SOPRAVVIVERE HO PROVATO – Editoriale di Nino Nonnis (Sa Cavana [la roncola] di Aristan)

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