SPIAGGE SARDE: VADEMECUM MINIMO PER PRINCIPIANTI


Editoriale del 25 agosto 2013

L’estate sta finendo ma non è superfluo dotare di alcune semplici linee guida chi affronta le spiagge sarde senza esperienza.
1) Non sottovalutare il vento. In Sardegna c’è sempre. Leggere un quotidiano sotto l’ombrellone richiede abilità da skipper ma se c’è il maestrale devi essere Paul Cayard; per lo stesso motivo imbottire e mangiare un panino senza sabbia è tuttora considerato un miracolo.
2) Occhio alle congestioni. È bene rispettare la vecchia regola delle due ore di attesa tra la merenda e il bagno, ma se sei di quelli che come pranzo frugale sotto l’ombrellone optano per il maialetto arrosto o il fritto misto del golfo, aspetta almeno due giorni.
3) La spiaggia è di tutti. La Sardegna è un’isola grande, anche quando è piena di turisti; non piantare l’ombrellone a meno di tre metri dal tuo vicino e non pompare la radio a tutto volume. Oltre che essere maleducato stai violando la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (artt. 3 – 5 – 6 – 17).
4) Divertimenti e svaghi. È consentito leggere (anche dall’e reader), è tollerato buttare un occhio allo smartphone e inviare un rapido tweet, ma se devi passare più tempo attaccato al nuovo tablet che a costruire castelli di sabbia rimani a casa. A calcio poi si gioca a S.Elia, lo stadio, non la spiaggia.
Buoni bagni a tutti, splash!

Gianni Stocchino
(Filmnauta di Stato)

COGLI L’ATTIMO

 

L’estate sta finendo (1985) cantata dai Righeira

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