SPRUZZI


Editoriale del 16 luglio 2020

Ben prima che comparisse il nuovo coronavirus, della diffusione nell’aria delle goccioline di saliva espulse attraverso tosse, starnuti o semplice fonazione si sapeva praticamente tutto. Fu Carl Georg Friedrich Wilhelm Flügge, un igienista tedesco, a studiarne ai primi del ‘900 dimensioni, fisica e dinamica e a mostrarne l’importanza nella trasmissione e nella prevenzione di molte malattie infettive. Abbiamo sempre vissuto esposti agli spruzzi di decine o centinaia di persone più meno infette, immersi in invisibili nuvole di virus e batteri, senza farci granché caso. Da qualche mese però non passa giorno senza che un nuovo modello in 3D non ci mostri in maniera spettacolare come viaggia nell’aria e chi colpisce ciò che fuoriesce dalla cavità orale di un untore senza mascherina, che sia in autobus, in ristorante o al supermercato. Il coronavirus è sempre in agguato, e per i più sfortunati una doccia di goccioline di saliva fluorescenti, verdi, rosse o blu, è assicurata. E meno male che nella modellizzazione ci vengono risparmiati l’alito cattivo, la puzza di sudore, i baffi o il colore della pelle (negli Stati Uniti sono soprattutto i bianchi a rifiutarsi di indossare la mascherina). Quando questa pandemia sarà finita, e temo ci vorrà ancora molto tempo, riusciremo a stare accanto a qualcuno senza fare una stima di ciò che esce dalla sua bocca? Meglio girare alla larga.

 

Marco Schintu

(Igienista presso Ufficio pesi e misure di Aristan)

 

Il coronavirus è sempre in agguato, e per i più sfortunati una doccia di goccioline di saliva verdi, rosse o blu è assicurata. (da SPRUZZI – Editoriale di Marco Schintu)

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