STRABONE, che portò gli otia nei negotia


Editoriale del 8 febbraio 2017

Strabone visse a cavallo del tempo e aveva quarant’anni quando Cristo nacque e Betlemme. Ebbe i natali in una città bellissima che si chiama Amasia, a pochi chilometri dal mar Nero. Greco di nascita ma romano di adozione e cultura, ritenne di collegare insieme due concetti fondamentali della cultura latina, cioè la distinzione tra otia e negotia. L’otium è il tempo lasciato libero per se stessi, e il negotium è la negazione del medesimo, cioè lo spazio per gli affari e il commercio. Disse Strabone, filosofo che stava a metà strada tra lo stoicismo di Zanone e Aristotele, che gli otia dovevano servire ai negotia in modo efficiente e concreto. Per questo motivo scrisse una delle opere più belle del suo tempo, i 17 libri della geografia per poter spiegare in che modo un popolo cresce e diventa grande mettendosi in correlazione col resto del mondo. E quest’opera non si limita a descrivere regioni e città ma affronta con visione globale e universalistica l’impianto storico-antropologico dell’Universo. Diventò. quindi, Strabone per i posteri l’archetipo del geografo moderno.
Da quel libro partii per conoscere me stesso.

Antonangelo Liori
(Microbiografo di Aristan)


L’otium è il tempo lasciato libero per se stessi (da STRABONE – che portò gli otia nei negotia, editoriale di Antonangelo Liori)

l’otium dei vitelloni – da I vitelloni (1953) diretto da Federico Fellini

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