STRESS DA RIENTRO


Editoriale del 4 settembre 2012

Dopo le penose tiritere sulle vacanze, il caldo e il traffico delle ferie, prepariamoci all’ancora più insopportabile retorica del rientro. Siamo diventati così viziati e fragili che, nei prossimi giorni, stampa e tv faranno a gara nel proteggere le nostre delicate personalità dallo shock del ritorno in ufficio, neanche dovessimo andare a scavare in miniera con Rosso Malpelo. Protettivi come le mamme ansiogene, premurosi come i medici alfieri della prevenzione, tutti diventeranno prodighi di consigli per farci affrontare con la dovuta cautela il trauma di tornare a lavorare e la depressione di rientrare nei ranghi del tran tran quotidiano. Ci educheranno alla gradualità nella ripresa delle abitudini consuete, avvertendoci di non farci mancare, nei primi tempi, piccoli spiragli di riposo all’interno della giornata lavorativa. Ci ammoniranno a concederci piccoli lussi ricreativi, alla faccia dello spread e dell’aumento del prezzo della benzina. Insomma, daranno per scontato che la nostra vita è una routine di merda, che la quotidianità è un inferno e che le nostre case sono loculi mortuari. Invece, basta non farci influenzare dallo squallore di opinionisti banali e medici fasulli. Basta evitare il cliché dei musi lunghi e delle spalle curve. Se vi piace il vostro mestiere, sarà una festa tornare a esercitarlo. E se non vi piace, cambiate mestiere.

Fabio Canessa

COGLI L’ATTIMO

 

da Un giorno di ordinaria follia (1993) di Joel Schumacher con Michael Douglas

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