I TAMBURI DELL'ANIMA


Editoriale del 13 ottobre 2013

Non parliamo del Santo Graal o delle rovine di Atlantide, si tratta di qualcosa di molto più santo e impenetrabile. Tanto importante da richiamare l’idea di Dio.
Si parte dalla integrazione di tre aree di lavoro: ricerche molecolari derivate da studi sul genoma, indagini di carattere clinico e utilizzazione di macchine in grado di rilevare cosa accade quando proviamo una certa sensazione. Il grande punto d’arrivo è la coscienza.
Scoprire cos’è, come funziona. Si preannuncia come la ricerca del secolo.
Tutto è cominciato dallo studio della memoria e dei suoi disturbi. Oggi sappiamo che la mente è davvero materia come sosteneva Democrito cinque secoli prima di Cristo. Più precisamente la mente è un prodotto del nostro cervello. L’insieme delle impressioni ricevute dai cinque sensi, l’apprendimento e il linguaggio, costituiscono la struttura primaria della mente umana e della memoria che rende ogni esperienza di ciascuno di noi così individuale e propria. Questa è la base su cui il cervello umano trasforma le idee in simboli.
Diversi oscillatori ci fanno prendere coscienza delle cose che avvengono intorno a noi, suonano senza sosta, sono come tamburi. I tamburi dell’anima.
È una funzione che coinvolge e stimola miliardi di cellule contemporaneamente.
Ci chiediamo se, lungo il cammino, sarà possibile modificare le idee che abbiamo di noi stessi come negli ultimi cinquecento anni abbiamo accettato di cambiare le idee che avevamo del mondo.
Potremo infatti accorgerci, una volta arrivati in fondo, che al di là di una minuziosa descrizione della macchina uomo, c’è ancora qualcosa che ci sfugge.
A quel punto inizierà un altro viaggio, molto più impegnativo.

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

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