TERRORE INGIUSTIFICATO


Editoriale del 16 ottobre 2020

Si è sparso un terrore diffuso alla notizia (vera) dell’imposizione (falsa) della mascherina. Falsa perché se esco di casa e la via è deserta non c’è bisogno e obbligo di metterla, ma abbiamo il dovere di portarla con noi pronti a usarla. In inglese c’è differenza tra to have e I have got. Anche in sardo tra tenzo e giutto.
Qualcuno analizza e dilata, facendogli dire quello che non implica. È come se dicessi che bisogna usare il profilattico. Giusto, precauzione per molti uomini fastidiosa, ma nessuno dice che debba essere indossato da prima dell’atto, appena esco di casa, visto che sono uno che ha buone possibilità.
Come quando Sgarbi inveiva, modalità di default per lui, perché non poteva andare a farsi una corsa in un bosco. Ha ragione solo se convince altri duemila praticanti a non seguirlo.
La mascherina è fastidiosa, lo so bene anche io, e infatti mi sono sempre chiesto come facesse Zorro a sopportarla, a meno di controfigure. La sopportiamo euforici solo a Carnevale e ricordo che un tempo era proibita solo per gli uomini che dovevano essere identificabili, specie se alla macchia.
Sono troppo pigro, esco poco, niente discoteche, da quando non riesco più a cuccare, altrimenti avrei inventato mascherine più sopportabili, meno adesive, più ampie, una specie di casco totale in materiale trasparente.
Bisogna dire che la mascherina ha valorizzato certe parti del corpo, gli occhi soprattutto, le ciglia, anche io gioco forza mi sto specializzando, si è ampliata le possibilità del vedo non vedo, facendo entrare in campo e recuperando una dote che stavamo trascurando: l’immaginazione.
Certo possono aumentare gli abbagli, le delusioni, ma potrebbe essere anche quello un bene, perché stavamo andando incontro alla nausea estetica, tutte belle, perfette, rifatte, nessuna compie cinquant’anni, e quando non corrispondono ai canoni diciamo che tirano, fanno sangue, ogni tanto veniamo travolti da una brutta che piace, pensando che la noteremo solo noi.
A lungo andare potranno lamentarsi i dentisti, o i meccanici dentisti, perché ci sarà un calo di cura dei denti, nuovi e usati, perché tanto con la mascherina non c’è bisogno.

Nino Nonnis (Sa cavana [la roncola] di Aristan)

“Si è ampliata le possibilità del vedo non vedo, facendo entrare in campo e recuperando una dote che stavamo trascurando: l’immaginazione”
Da TERRORE INGIUSTIFICATO – Editoriale di Nino Nonnis (Sa cavana [la roncola] di Aristan)

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA