TRA MOGLIE E MARITO


Editoriale del 23 aprile 2021

Tutte le coppie discutono, si parlano anche animatamente, hanno scambi di idee, bisticciano, si mandano a quel paese. Ovviamente ci sono modi e modi. Per quanto mi riguarda, ho constatato che la donna ha una maggiore virulenza in questo tipo di scontri verbali e di solito in tutti gli scontri. Perché l’uomo si porta sul groppone delle sue colpe secoli di angherie che deve scontare a nome di tutti i suoi colleghi di sesso. Anche perché è più forte, apparentemente il più resistente e quindi sopporta meglio i colpi.
La mia ex moglie è donna sicuramente dolce, disponibile, affatto permalosa e dispettosa, non è invidiosa e non ha malanimo verso il suo prossimo. Tutte queste dotazioni caratteriali, in lei naturali, venivano a cessare quando si metteva a discutere con me. Poteva capitare che in uno scambio d’opinioni lei parlasse per 20 minuti e io facessi due inserzioni di una frase per volta. Si incazzava proprio per la loro secca brevità, perché erano provocatorie, ironiche cattive, sarcastiche, e tutte le sfumature negative del caso. Il fiume dei suoi improperi nei miei confronti valeva meno di una mia inserzione quasi distratta. L’avrei lasciata dire senza interromperla se non fosse che certe volte io cedo e mi viene automatico circostanziare il discorso.
La cosa andava anche bene quando stavamo mangiando o guardando la televisione. Si complicava quando lei stava per uscire, e infatti a un certo punto, dopo qualche mese, non replicavo per niente.
Prima partecipavo e mal me ne incoglieva, perché lei si faceva i venti metri del giardino, sino al cancello, gridando contro di me, cioè mandandomi a quel paese con delle formule abruzzesi, una delle quali a me è suonata sempre strana per la sua illogicità: “Vaffanculo, cammina!”. Mentre noi sardi usiamo verbi modulati in tono con la concitazione del momento, scappa a cagare, bai e curri, perdirì, ma boccirì, (ammazzati) loro usano un blando irridente “cammina”, mai che vogliano vederti correre e a te sembra di essere condiscendente se continui a camminare. Io una volta mi sono anche messo a correre senza senso giusto per andarle contro.
Ovviamente questa frase era seguita da epiteti d’accompagnamento, specie quando era molto incazzata, inviperita, e per onestà devo ammettere che lei degenera sempre. Si avviava al cancello e gridava nei miei confronti, mentre io scappavo dentro sperando che smettesse e si rendesse conto. Quando ci siamo trasferiti, i primi tempi pensavo che i vicini avessero una umana curiosità nei miei confronti, come succede per sapere chi sono i nuovi vicini. Invece erano stimolati proprio da mia moglie “Lo vedi? È lui il coglione di cui ti ho detto”, “Ha ragione la moglie, non ha un’aria troppo intelligente”, “Mi avevano detto che non stavano più insieme. Si vede che lei l’ha lasciato rientrare in casa. Hanno un figlio, sai com’è, lei è una donna generosa”.

Nino Nonnis (La Cavana [la roncola] di Aristan)

“Tutte le coppie discutono, si parlano anche animatamente, hanno scambi di idee, bisticciano, si mandano a quel paese.”
Da TRA MOGLIE E MARITO – Editoriale di Nino Nonnis (La Cavana [la roncola] di Aristan)

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