TRADITI DAL CAMINO


Editoriale del 10 ottobre 2019

La “salute del pianeta”, non si sente parlare d’altro. Purtroppo occuparsene non è facile, non basta procurarsi una borraccia di alluminio. La salute del pianeta è strettamente legata a quella delle persone che lo abitano e impone rinunce a cui spesso non siamo preparati. Accendere il fuoco è un atto spontaneo che l’uomo fa da quando è comparso sulla Terra. Sono cresciuto in case riscaldate da un camino, tra nonne che quasi ci vivevano dentro, in stanze piene di fumo e fuliggine; senza il camino non avrei potuto credere alla befana e a babbo Natale. Non ci voleva e non ci vuole molto a capire che quel fumo fa male (da decenni l’OMS lo considera una delle principali cause di morte nel mondo), eppure, nella percezione comune, non c’è mai stato niente di più naturale e sano della legna che arde. Il fumo di legna (semplifico: il termine corretto è biomasse vegetali, e include pellet e qualsiasi altro materiale legnoso) non ha niente da invidiare al fumo di sigaretta in quanto a tossicità e contiene concentrazioni elevatissime di particolato fine, quello che arriva in fondo ai polmoni. Solo in Italia, dai dati più recenti dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, si calcola che sia responsabile della morte prematura di almeno 20.000 persone l’anno. Fin qui l’aspetto sanitario. C’è anche un altro problema. L’Unione Europea ha dichiarato che la legna è una fonte di energia rinnovabile, assecondando questa intelligentissima pensata: un albero vecchio di 100 anni bruciando emette la stessa quantità di anidride carbonica che ha assorbito durante la sua crescita, bilancio zero. Un ragionamento assurdo: quell’albero ha liberato tutta l’anidride carbonica in un sol colpo e ci vorranno 100 anni per farne crescere uno uguale. Risultato: stanno sparendo boschi e foreste. In questo momento, in Europa, la combustione della legna è la maggiore fonte di inquinamento atmosferico. Paradossalmente, GPL, metano, e persino il tanto vituperato carbone sono molto meno rischiosi per l’ambiente e per i cambiamenti climatici. Pensateci, ogni volta che accendete il camino: avete già la borraccia fighetta, se proprio volete continuare a “salvare il pianeta” e avete freddo, abbracciatevi forte.

 

Marco Schintu

(Ufficio pesi e misure di Aristan)

 

 

Sono cresciuto in case riscaldate da un camino, tra nonne che quasi ci vivevano dentro, in stanze piene di fumo. Senza il camino non avrei potuto credere alla befana e a babbo Natale. (da TRADITI DAL CAMINO – Editoriale di Marco Schintu)

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