TRATTATIVA


Editoriale del 31 agosto 2020

-Voglio le sia ben chiaro che questo colloquio ha solo una funzione orientativa, se potremo accontentarla ne saremo felici ma non le assicuriamo nulla.

-Stia tranquillo, comunque vada non pianterò alcuna grana, da me non riceverà alcun ricorso.

-Bene. Allora mi dica: su cosa è orientato?

-Non ho alcun dubbio: infarto.

-O mamma mia… anche lei. Abbiamo molte, direi troppe richieste. Non sappiamo se potremo accontentare tutti. Lo dico per il suo bene, chieda qualcos’altro, così avrà più possibilità di essere accontentato. C’è un’infinità di alternative…

-No guardi, per il finale l’infarto è sempre stato un mio desiderio sin da ragazzo: è rapido, pulito e in qualche modo nobile, perché colpisce il cuore. E poi è una tradizione familiare: mio padre, i quattro fratelli di mia madre…

-Ma potrebb’essere anche dolorosissimo.

-Non importa. Sarà un dolore che non durerà a lungo, giusto il tempo per alcuni saluti… a quelli ci tengo.

-Non mi fraintenda, a me un infarto, un cancro, o il colera poco importa, le chiedo solo di pensarci bene. So che lei non ha fretta ma tenga presente che già da oggi può scegliere alcune novità che stanno andando fortissimo e anche loro giungono al punto in tempi relativamente brevi; il COVID-19, per esempio, o anche la nuovissima influenza kazaka, molto più efficace del COVID… E poi non dimentichiamo certi grandi classici che inspiegabilmente nessuno chiede più, come l’ictus, che può arrivare nel sonno e uno nemmeno se ne accorge…

-Sì però se non chiude subito il discorso può essere disastroso.

-È vero, ma in questo caso è possibile riprendersi, anche bene. Poi c’è la consunzione per vecchiaia, questa la consiglio a tutti. Sono tempi lunghi, lo ammetto, ma molto spesso è accompagnata dall’alzheimer, che attenua il distacco.

-Lei ha ragione, ma io temo proprio l’alzheimer. Non riesco a concepirmi senza controllo.

-Come crede, io…

-Non mi fraintenda, apprezzo molto i suoi consigli, so che sono disinteressati, ma sono proprio convinto: voglio morire d’infarto.

-E allora non insisto. Non mi resta che augurarglielo, di cuore.

-Dove altro se no?… di gomito?!

-Trovo il suo senso dell’umorismo molto discutib…

-No, no, no, mi scusi… Non volevo mancarle di rispetto… Sono un cretino. Ogni tanto mi partono queste battutacce inopportune, che non fanno ridere nessuno… Lei è stato così gentile… Per piacere non se la leghi al dito: all’infarto ci tengo molto. Davvero…

Filippo Martinez (Negoziatore)

 

“No guardi, per il finale l’infarto è sempre stato un mio desiderio sin da ragazzo: è rapido, pulito e in qualche modo nobile, perché colpisce il cuore. Sono sicurissimo della mia scelta.” Da TRATTATIVA – Editoriale di Filippo Martinez (Negoziatore)

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