I TRE AMORI DEL PROFETA


Editoriale del 23 agosto 2017

Ci sono tanti tipi di Islam, e ognuno di essi affonda le radici in un grande amore del Profeta Muhammad. E’ opportuno ricordarlo oggi più che mai.
L’ultimo amore dell’Inviato di Dio fu sua moglie Aisha, sposata da bambina, lui vecchio, perché i barbari della Jahiliya (l’ignoranza) ritenevano utile non sprecare un solo mese della fertilità femminile. Benchè bambina era scaltra, controllava l’accesso al tappeto del Profeta invecchiante e morente. Favorì carriere, selezionò i racconti sulla vita del Profeta che ancora oggi costituiscono la Sunna. A questi racconti si appoggia l’Islam letterale, tribale, paganeggiante, quello che giudica ogni cosa in base alla conformità ai comportamenti dei Salafin, gli Antenati.
Il secondo amore del Profeta fu la figlia prediletta Fatima, la Splendente, l’umile e dolce moglie dell’allievo prediletto, Alì. Condivise la sorte, il dolore e la sconfitta del suo sposo. E’ venerata dall’Islam sciita, quello cristianeggiante, quello che ama il dolore e il sacrificio, che celebra la sconfitta di Alì come i cristiani quella di Gesù.
Il primo amore del Profeta fu la prima moglie Khadija, che lo sposò quarantenne quando lui era adolescente, puro, e agitato da strane visioni. Fu lei, nell’amplesso, a rassicurarlo sulla verità delle parole che udiva. Umile e sensuale, seppe stupirsi con amore, e tolse al giovane Muhammad la malattia del dubbio.
“Questo è un Libro senza dubbi, una guida per chi si sa stupire”.

 
Gianluigi Sassu
Asiatista di Aristan
 

Ci sono tanti tipi di Islam, e ognuno di essi affonda le radici in un grande amore del Profeta Muhammad (da I TRE AMORI DEL PROFETA, editoriale di Gianluigi Sassu)

Non si muore per amore (1970), cantano I profeti

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