I TRE CARISMATICI


Editoriale del 18 novembre 2019

 

In questo momento i partiti italiani, considerando il defilamento di Beppe Grillo e il ridimensionamento che si è dato Silvio Berlusconi, esibiscono solo tre capi che possono essere definiti carismatici: Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Matteo Renzi. Aldilà di ogni considerazione politica io sono tra quelli che non subiscono il loro fascino. Ecco, per ciascuno di loro, un esempio dei motivi etico-estetici che mi rendono insensibile al loro carisma.

SALVINI: L’estate scorsa ha mandato a casa il Governo per andare a nuove elezioni. “Voglio tutti i poteri” disse, rivelando una bulimica fame di potere (molto diffusa in politica) e, soprattutto, una profonda inadeguatezza intellettuale. Non puoi candidarti, infatti, a diventare “Il Comandante”, colui che contro l’Europa e contro il mondo porterà il popolo italiano alla salvezza, se non sei in grado di intuire che quella mossa ti candida solo a un fulmineo calcio nel sedere.

MELONI: “È una cattiva persona”, disse parlando di Franco Battiato dopo un suo intervento molto appassionato ma non molto diplomatico al Parlamento Europeo. Il fatto che la Meloni abbia scambiato uno scranno politico per una cattedra divina che consente giudizi morali definitivi su chiunque, anche su un poeta che non è in grado capire, basta e avanza per ridimensionare la sua assertività tribunizia.

RENZI: Verso di lui, lo confesso, ho un risentimento personale. Mi era sempre stato antipatico per la sua aria da primo della classe che non passa i compiti e fa la spia, ma quando promosse un referendum costituzionale dichiarando solennemente che su quel referendum avrebbe giocato tutta la sua carriera politica, io, pentito, non potei fare a meno di apprezzarlo e addirittura lo esaltai presso alcuni miei amici. “In un Paese in cui non perde mai nessuno – aveva affermato – facendo, credo, un gesto di coraggio, ma anche di dignità, se perdo il referendum non è soltanto che vado a casa, ma smetto di far politica”. Perse il referendum ma fece finta di niente. E i miei amici ancora, a ogni sua mossa, mi prendono in giro. Ora in una mia speciale classifica pongo Renzi poco sotto Marco Giunio Bruto, Iago e Byron Moreno, l’arbitro dei mondiali del 2002, e un gradino sopra Franti del libro Cuore, Efialte e Daniele Capezzone.

Filippo Martinez (Idiosincrasista)

 

MELONI: “È una cattiva persona”, disse parlando di Franco Battiato dopo un suo intervento molto appassionato ma non molto diplomatico al Parlamento Europeo. Il fatto che la Meloni abbia scambiato uno scranno politico per una cattedra divina che consente giudizi morali definitivi su chiunque, anche su un poeta che non è in grado capire, basta e avanza per ridimensionare la sua assertività tribunizia”. Da I TRE CARISMATICI Editoriale di Filippo Martinez (Idiosincrasista)

 

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