TRILOGIA DELLA PIANURA


Editoriale del 21 agosto 2017

Nella contea di Fort Collins, Colorado, i democratici si sono imposti con il 48,2% nelle elezioni presidenziali dello scorso anno. Holt, l’immaginifica cittadina dove Kent Haruf ha ambientato la Trilogia della pianura, disterebbe circa due ore di automobile. Lo scopriamo in Crepuscolo, quando gli allevatori McPheron accompagnano Victoria verso la sua nuova vita di madre e studentessa. In Canto della pianura i due ruvidi vaccari avevano riscoperto la dolcezza del mondo grazie alla disperata solitudine della giovane mezzosangue. Il rapporto più commovente che abbia mai incontrato in letteratura. Credo fosse Deleuze, parlando di Lacan, ad aver affermato che il primissimo piano non esclude affatto il tutto, ma lo contiene in un invisibile addensamento. Nell’assenza. Così è per Haruf nella minuta e inesistente Holt, crogiolo periferico d’America e dell’essere. Prosa di pastello figlia della tradizione nazionale ma priva delle inclinazioni stoiche o veterotestamentarie di Hemingway, Faulkner o McCarthy. Prosa per anime candide offese dalla brutalità ma destinate a ritrovarsi in un piccolo, breve nodo d’amore assediato. Lo stile piano è l’assenza. È un manicheismo del quotidiano, identità immaginata, scritta e assimilata. La stessa che si batte con la miseria, la prevaricazione, l’abbandono e le funeste epifanie presidenziali. Non che i democratici siano dei puttini. Il bene nelle vaste distese americane è sempre esterno alla politica. Così altrove. La Trilogia è un capolavoro.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

COGLI L’ATTIMO

 

Nella contea di Fort Collins, Colorado, i democratici si sono imposti con il 48,2% nelle elezioni presidenziali dello scorso anno. (da TRILOGIA DELLA PIANURA, editoriale di Luca Foschi)

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