UCCELLI ASPRI


Editoriale del 21 ottobre 2014

Il Festival di Roma ha attribuito il Premio alla Carriera a Tomas Milian, il Monnezza dei poliziotteschi trash anni Settanta. A consegnargli il Marc’ Aurelio d’oro è stato Sergio Castellitto e questo è ancora più trash. Ricordo che, al tempo delle scuole medie, incontrai un compagno di scuola, anche lui abbastanza trash, mentre usciva da un cinema che proiettava un film di quella serie; era deluso perché, mi disse, Tomas Milian aveva solo una piccola parte in un paio di scene. “Però”, aggiunse con un sorrisone rinfrancato e soddisfatto, “nel poco che si vede, dice certe parole che levano di sentimento!”. Lessico e sintassi erano da vecchia zia, ma il concetto metteva bene a fuoco il talento del Monnezza, cioè una logorrea di parolacce. Che quarant’anni dopo, un festival internazionale del cinema lo premi leva davvero di sentimento e la dice lunga sulla situazione attuale dei film italiani. Che cosa rimpiangiamo di “Delitto al Blue Gay” o “La banda del trucido”? Non certo la sopraffina qualità della scrittura o il prezioso gusto visivo. Rimpiangiamo l’energia vitale, di cui il turpiloquio era la manifestazione più eloquente, immersi come ci ritroviamo adesso in un panorama esangue di prodotti anonimi e anemici. E siamo ridotti a premiare Tomas Milian, ripensando commossi alle deliziose boutade del Monnezza, quando diceva “so’ uccelli aspri” al posto di “sono cazzi amari” e, a un omosessuale che lo implorava di sodomizzarlo, rispondeva brusco: “Ahò, a chiappé, su ‘sta fava nun se scoreggia!”.

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 

Squadra antiscippo (1976) diretto da Bruno Corbucci. Con Tomas Milian (Nico Giraldi) e Angelo Pellegrino (Er Chiappetta)

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