UGANDA-ITALIA: 44-0


Editoriale del 29 gennaio 2019

 

L’unico modo per mandare avanti il mondo è riprodursi. Se ogni coppia facesse due figli, rimarremmo quanti siamo (quando muoiono i genitori, li sostituiscono); se ne facesse almeno tre, aumenteremmo; se ne facesse uno, dimezzeremmo; se ne facesse zero, ci estingueremmo. Da noi l’infertilità è in aumento, pare riguardi il 20% delle coppie, senza contare quelle che i figli potrebbero averli ma non li vogliono, ancor più in aumento delle sterili. L’Occidente industrializzato registra un drammatico calo demografico perché è stanco e sfiduciato. Eppure i nati dopo gli anni Cinquanta hanno avuto in media una vita facile, più benestante e protetta di qualsiasi altra generazione. Tutto il contrario di Mariam Nabatanzi, nata nel 1978 in Uganda: orfana di madre, riuscì a sopravvivere da bambina a un tentativo della matrigna di ucciderla. Poi, perché si togliesse di torno, a 12 anni fu costretta a sposare un quarantenne. Tanto lavoro e ancor più miseria. Oggi, che è lei a essere quarantenne, è entrata nel Guinness dei Primati come la donna più fertile del pianeta: infatti ha messo al mondo 44 figli. Di cui solo uno nato col cesareo e sei parti gemellari. Povera come sempre, Mariam, oltretutto, da qualche anno è single; nel frattempo 6 figli sono morti, ma ne rimangono 38 da mantenere. Le cronache ugandesi la descrivono vitale e di buonumore. E’ la più fertile del mondo. Noi ricchi, spenti e depressi saremo presto nel Guinness come i più sterili della galassia.

Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico di Aristan)

 

infatti ha messo al mondo 44 figli. Di cui solo uno nato col cesareo e sei parti gemellari. Povera come sempre, Mariam, oltretutto, da qualche anno è single; nel frattempo 6 figli sono morti, ma ne rimangono 38 da mantenere (da UGANDA-ITALIA: 44-0 – Editoriale di Fabio Canessa)

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