UN ULTIMO BALLO CON KARL


Editoriale del 7 gennaio 2018

Karl si sveglia all’alba, accende la stufa e ci posa sopra la teiera. Passa attraverso quelle che una volta erano le stalle, Bert il cane alle sue caviglie. Fuori il corno più estremo dell’Irlanda, contea di Donegal. Da quale parte della Germania arrivi, Karl? Prussia!, urla lui, sono prussiano! Negli anni Quaranta arriva in Francia con un romanzo nello zaino. Siede al tavolo di Sartre. Poi il declino, in tasca solo la copia di un testamento. Uno scrittore gli lascia le sue proprietà irlandesi, da dividere con un vecchio poeta. I due partono. Scavano tra i rovi, su un promontorio divorato dall’incuria e dall’oceano. E trovano una reggia, disabitata da mezzo secolo, maestosa e decadente. Karl la trasforma in una casa, concede la terra in pascolo, il passaggio al fiume per i pescatori, affitta il promontorio al proprietario di un pub e i piccoli cottage ai turisti. Assegna al vecchio la parte del nonno. E che teatro sia. Karl detesta i turisti. Ma ama gli amici dei sui figli, soprattutto se vengono da lontano. C’è una regola ferrea in casa. Gli ospiti devono trovarsi in cucina alle sei in punto, quando lui solennemente apre le bottiglie di vino. La cena nella grande sala illuminata dalle candele dura ore. Karl racconta e domanda, e ride. Il Fascismo, Andreotti, Venezia, Pasolini, Gramsci. Si fuma al tavolo, ognuno ha un piccolo posacenere d’argento ossidato accanto al piatto. Bisogna parlare a voce molto alta, quasi nel suo orecchio. Fuori ci sono campi e fiumi e rocce a picco sul mare, ma dentro le vetrate appannate dal freddo e dal fumo è Parigi e sono gli anni Quaranta. Karl se n’è andato prima di sconfinare nell’anno nuovo. Tra le possibilità che il 2017 si è portato via c’è un ultimo ballo nell’andito, sua moglie che sparecchia e scuote la testa, sua figlia che gli dice qualcosa in tedesco, forse di piantarla. E io che giro e giro e penso, distintamente penso, che Karl avrà sempre negli occhi lo stupore consapevole dei trent’anni.

Eva Garau (Precaria di Aristan)

Fuori il corno più estremo dell’Irlanda, contea di Donegal (da UN ULTIMO BALLO CON KARL, editoriale di Eva Garau)

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