UNA BUONA SCUSA PER RICORDARE DUE COMPAGNI DI SCUOLA


Editoriale del 12 febbraio 2021

Ultimo anno di liceo. La prof di scienze si sarebbe assentata per un mese. Al suo posto venne una giovane supplente, a cui gli occhiali davano un aspetto sexy. “Se si spoglia le chiedo di tenerseli” sospirò uno che sapeva di essere destinato ai sospiri. Ci fece un breve preambolo (secondo lei) di presentazione, che si chiuse con la famosa frase “uomo avvisato mezzo salvato”. Uno disse “Meno male siamo classe mista”.
Ci aveva avvisato che i suoi voti avrebbero fatto media, e così le sue note. Detto questo accavallò le gambe e uno disse “Peccato”. Che bisogno c’era? Quali altre esperienze aveva vissuto? Era sposata? O si sentiva già zitella? Avremo visto. Solo che aggiunse quasi con aria distratta “Per conoscervi meglio e saggiare il vostro valore, farò quindi delle interrogazioni sull’ultimo argomento di geografia astronomica che avete fatto” e dicendo questo aprì il registro per darvi uno sguardo.
Il panico si diffuse. Qual era (uno addirittura lo disse con l’apostrofo) l’ultimo argomento? Boh. Michele Sanna, il mio compagno di banco mi chiese di andare volontario, per salvare lui e anche gli altri. Chiesi a Riccardo Plazza quale fosse l’ultimo argomento. “La luna”. “La luna? Sicuro?” – “Sì la luna, sicuro sicuro. Non dirmi che l’hai fatta” – “No, manco sapevo che c’era, però posso parlarne, tanto non l’ha mai vista nessuno”. “Bravo – aggiunse Michele, mio paesano – la tua parola contro la sua”.
Sollevai la mano e tra la riconoscenza generale “Prof, vorrei venire volontario, in effetti l’avevo già deciso”. La supplente mi chiese come mi chiamassi, scorse il registro, fu ben contenta dell’iniziativa, addirittura un volontario a primo impatto. “Vieni pure Nonnoi” – “Nonnis, se vado male quell’altro” – “Si somigliano” – “Anche il 50 e il 51 si somigliano al gioco del lotto”. La supplente prese tempo e quindi lo perse.
Mi alzai, dall’ultimo banco, e cominciai subito a parlare, come uno che ha tanto da dire, mentre camminavo “La luna ha una superficie tormentata…” – “Molto tormentata” aggiunse Michele a voce alta e grave – “Tormentatissima” si unì Riccardo con espressione turbata, forse per non lasciarmi solo. Mi fermai, mi girai verso di loro, li guardai come a soppesare le loro ipotesi scientifiche e poi annuii “Troppo tormentata”, tra l’euforia generale. “Tornatene a posto immediatamente”. Disse la prof, che non aveva gran senso dell’umorismo. Però non volle dare un’idea di debolezza mettendo una nota dal primo giorno. La difficoltà fu la seconda volta che mi interrogò, ma ci mettemmo d’accordo, sarei stato serio, come in effetti ero, anche perché le dissi che avevo fatto delle ricerche su Plutone, che era un grande personaggio di Topolino. Michele e Riccardo non ci sono più, ma hanno lasciato impronte evidenti nella mia memoria.

Nino Nonnis (La Cavana [la roncola] di Aristan)

“«La luna ha una superficie tormentata…» – «Molto tormentata» aggiunse Michele a voce alta e grave – «Tormentatissima» si unì Riccardo con espressione turbata, forse per non lasciarmi solo. Mi fermai, mi girai verso di loro, li guardai come a soppesare le loro ipotesi scientifiche e poi annuii «Troppo tormentata», tra l’euforia generale.”
Da UNA BUONA SCUSA PER RICORDARE DUE COMPAGNI DI SCUOLA – Editoriale di Nino Nonnis (La Cavana [la roncola] di Aristan)

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