UNA FIRMA CONTRO LA DROGA


Editoriale del 1° aprile 2014

“Una firma contro la droga”. Sono tornati a sciamare per le vie di Firenze frotte di giovani che, dichiarandosi ex-tossicodipendenti, chiedono prima la carità di “una firma contro la droga” e subito dopo i quattrini. Ma che senso ha una firma contro la droga? Capirei una firma contro Berlusconi o contro Renzi o contro qualsiasi politico: tu le raccogli, poi fai vedere all’interessato quel lungo elenco di cittadini che non lo sopportano e insisti perché si levi dai coglioni. Ma la firma contro la droga a chi la mostri? Alla droga? E che cosa dimostri, visto che non c’è nessuno a predicare la bontà e il valore della droga? Se sei contro la droga, basta non assumerla. E se sei un tossico pentito, cambia vita e scegli un mestiere, anziché campare elemosinando soldi in nome di una cazzata che hai fatto nel passato. Mettiamo che io sia stato un ladro, poi ho capito che non era una bella cosa e allora me ne vado in giro con un banchetto a chiedere una firma contro il furto, imploro un’offerta e me la intasco. Non è la continuazione del furto con altri mezzi, con un sovrappiù di buffo? Tanto valeva rimanessi a rubare, anzi era più dignitoso, almeno sarebbero state necessarie una destrezza professionale e quella quota di rischio che conferivano fascino al reato. Il passaggio da tossico a mendicante, oltretutto avvolto da una melensa aura ricattatoria e buonista, non mi sembra un gran salto di qualità. Chissà poi che fine faranno tutti quegli elenchi di firme contro la droga? L’unica destinazione azzeccata sarebbe un museo di arte surreale.

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 

da Indiana Jones e l’ultima crociata (1989) diretto da Steven Spielberg, con Harrison Ford

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