UNA FOTO DI 70 ANNI FA


Editoriale del 10 marzo 2020

Cento anni fa nasceva Alberto Sordi. Per non parlare solo di coronavirus e per distrarci dalla mediocrità del cinema italiano contemporaneo, ipocrita e inautentico (tra Muccino, Sorrentino, Guadagnino, Ozpetek, Castellitto, l’Archibugi, le Comencini, Milani, Veronesi e Manfredonia, come si diceva in Toscana, ‘al meglio gli manca una ganascia’), ecco spuntare dall’archivio dell’attore più importante e significativo della storia d’Italia una foto strepitosa, dove Albertone è sul palco con Stanlio e Ollio. Merito di Alberto Anile, sopraffino storico del cinema, è aver ricostruito con una ricerca rigorosa la storia di questa foto. Siamo a Roma, Villa Aldobrandini sul Quirinale, è il 25 giugno 1950: nel pomeriggio sono arrivati col treno, dalla Francia, Stan Laurel e Oliver Hardy per promuovere in Italia “Atollo K”, il loro ultimo film, accolti alla Stazione Termini da una folla enorme; la sera, a presentarli al pubblico romano ci sono Alberto Sordi e Mauro Zambuto, i doppiatori rispettivamente di Hardy e Laurel. Sul palcoscenico i quattro improvviseranno uno spettacolo che manderà in visibilio il pubblico che gremisce la villa quirinalizia (oltre “tremila persone, tra cui famiglie con bambini, tantissimi, entrati gratis”, scrive Anile): Laurel e Hardy danzano e recitano i loro sketch muovendo solo la bocca senza parlare, mentre Sordi e Zambuto, nascosti dietro una tenda, li doppiano dal vivo. Le cronache dei giornali dell’epoca raccontano un trionfo incredibile, coi bambini che non si capacitavano di poter vedere, conoscere e toccare i veri Stanlio e Ollio, “a fine spettacolo dovette addirittura intervenire la polizia per calmare la ressa che circondava il duo comico”. L’incasso della serata fu interamente devoluto alle famiglie dei senzatetto. Laurel e Hardy rimasero entusiasti delle loro voci italiane e trascorsero molte ore con Sordi e Zambuto. Albertone aveva all’epoca trent’anni e non aveva ancora girato nessuno dei suoi capolavori: negli anni seguenti Fellini lo lancerà con “Lo sceicco bianco” e “I vitelloni”. Zambuto, che era laureato in Fisica, in quegli stessi anni abbandonerà il doppiaggio, lo spettacolo e l’Italia, passando dalla voce di Stanlio alla cattedra di docente di Computer Science all’Università della Florida, dove si affermerà come scienziato di prim’ordine (è morto in Florida ultranovantenne nel 2011). Emoziona guardare oggi quella foto, con Sordi che parla al microfono, dietro di lui Oliver Hardy compiaciuto e Stan Laurel attento, mentre ai margini spuntano sorrisi di bambini e ragazze coi volti gioiosi di quell’Italia lontana. Com’era bello il futuro nel 1950.  

FABIO CANESSA

 

Alberto Sordi e Mauro Zambuto, i doppiatori rispettivamente di Hardy e Laurel (da UNA FOTO DI 70 ANNI FA – Editoriale di Fabio Canessa)

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