UNA PICCOLA SODDISFAZIONE


Editoriale del 11 ottobre 2017

Il 10 settembre scorso, dopo la partita Spagna – Italia, l’Università di Aristan sulla scia dell’indignazione per la prova scadente degli azzurri con un editoriale di Filippo Martinez intitolato “Dettagli d’apocalisse: lo scudetto della nazionale italiana” si sfogava contro lo stemma che la nostra nazionale di calcio esibiva da anni smontandone il delirio estetico e proponendo dei correttivi. Ebbene avantieri notte, 9 ottobre, prima della partita Albania – Italia un nostro lettore ci ha telefonato per comunicarci che la FIGC aveva sostituito il vecchio stemma con uno che seguiva alla lettera i consigli del nostro editorialista. È stata una piccola soddisfazione. Vi mostriamo lo stemma com’era e com’è adesso, e ripubblichiamo l’editoriale:

Il calcio fa girare bilioni di euro ed è seguito da miliardi di persone. Ma gli interessi e la colossale esposizione mediatica non lo rendono immune da piccoli, raccapriccianti segnali di Apocalisse. Prendiamo per esempio lo scudetto della Nazionale Italiana. Cosa ci deve raccontare questo logo? Primo, che chi lo indossa è un giocatore della Nazionale Italiana; secondo, che la nostra nazionale ha vinto quattro titoli mondiali; terzo che la Nazionale è gestita dalla FIGC, che sta per Federazione Italiana Gioco Calcio. Fine. Semplice, si dirà. E infatti sarebbe semplice: per affermare che quella è la nazionale italiana basterebbero i tre colori della nostra bandiera e, mi voglio rovinare, la scritta ‘Italia’; per segnalare le 4 vittorie ai mondiali sarebbero sufficienti 4 stellette in fila, proprio sotto la scritta; e infine l’acronimo FIGC si sarebbe potuto piazzare da qualunque parte, ma con molta discrezione. Ecco invece cosa ha partorito il grafico scelto dalla FIGC: ai tre colori della bandiera ha aggiuno un azzurro distribuito dappertutto, anche tra un colore e l’altro della bandiera (come se l’azzurro della la maglia non bastasse), e un giallo oro che ha usato sia per la scritta ‘Italia’ che per le 4 stellette. E, a proposito di stellette, ha pensato bene di non schierarle in orizzontale ma le ha distribuite creativamente qui e là: due ai lati e due – una sopra l’altra – in basso nella parte centrale, quasi invisibili in distanza su un bianco del tricolore inspiegabilmente più largo del verde e del rosso. Infine proprio al centro di tutto ecco lo spaventoso marchio della FIGC ove la scritta, anch’essa gialla, ma di una tonalità diversa, sta dentro la simulazione di un pallone stilizzato in losanghe verdi, azzurre e rosse su fondo bianco. Il risultato complessivo è un orrido pasticcio grafico e cromatico. Un esempio eclatante di kitsch internazionale. Un segnale inequivocabile che i poteri sono governati da buzzurri, come quello con la testa a cipolla che gioca con le bombe nucleari, o quell’altro pettinato come dopo un peto in faccia.

Filippo Martinez (Tragediografo di Aristan)

È stata una piccola soddisfazione (da UNA PICCOLA SODDISFAZIONE – Editoriale di Filippo Martinez)

Satisfaction (I Can’t Get No) – Rolling Stones live (1965)

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