UNA VITA SPEZZATA


Editoriale del 3 gennaio 2020

Mi è successo da poco. Un amico a casa di un altro amico è andato in bagno. Al ritorno ha esclamato:

– Accidenti Maurizio, in bagno c’era una specie di ragno gigante.

– Sì lo so.

– Ah, lo sapevi?

In effetti quello era un bagno di servizio.

– Ma era enorme, faceva una certa impressione.

– Perché faceva?

– L’ho ammazzato.

– L’hai ammazzato? No! Ce l’avevo da molto.

Disperazione in famiglia, quel ragno faceva parte dell’arredamento. Ma chi poteva immaginare. L’amico era stato colpito in uno dei suoi affetti privati.

“Ma allora se trovi un alligatore nano nella vasca da bagno lo fai fuori?”. Ad un certo punto non sapevo se scherzassero e chi.

Siamo abituati che certi animali si possono eliminare tranquillamente, specie se sono di quelli che hanno una vita breve.

Da bambino vedevo che molti si divertivano a staccare una zampa o la coda alle lucertole e alle cavallette tanto ricrescono. Io non l’ho mai fatto.

Però era una pratica diffusa. Qualcuno fa fuori anche animali utilissimi, quali il pipistrello o il geco, solo perché fanno una certa impressione. A me fa impressione ucciderli.

Si arriva in questo modo allo sterminio, che viene chiamato estinzione, di alcuni animali. Mi riferisco alle foto di certi eroici cacciatori armati di fucili moderni, pelati con la pancetta, che posano sopra il corpo della loro preda, sia leone che elefante. La cosa mi sconquassa perché quegli uomini vivono assieme a noi, sotto mentite spoglie, e chi è capace di queste stupide nefandezza può essere pericoloso anche per il genere umano, nel senso del suo prossimo. Magari per meglio camuffarsi, vanno in chiesa e ne escono compunti e purificati. Con gente del genere ripristinerei la gogna, niente di violento, solo una sorta di riconoscimento al quale in fondo tendono: una foto di una loro impresa di caccia, per renderli immediatamente riconoscibili.

 

Nino Nonnis (Zoo Roastro)

 

Mi riferisco alle foto di certi eroici cacciatori armati di fucili moderni, pelati con la pancetta, che posano sopra il corpo della loro preda, sia leone che elefante (da UNA VITA SPEZZATA – Editoriale di Nino Nonnis)

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