UN’APOCALISSE PER RIDERE E DANZARE


Editoriale del 21 marzo 2018

I russi hanno l’”arma fine di mondo”: un missile ipersonico, cioè MOLTO più veloce del suono, e capace per la prima volta di andare a zigzag, con traiettoria non balistica e perciò imprevedibile, grazie a un motore a propulsione atomica. L’Apocalisse è tra noi.
L’Apocalisse può essere una buona notizia? Per i cristiani sì (vuol dire Rivelazione, scoperta di qualcosa di nuovo), e anche per gli induisti. Il dio dell’Apocalisse è Shiva, che è anche il dio dello yoga, e viene raffigurato mentre medita sorridente a occhi chiusi. Sorride sulla vanità delle nostre illusioni: apocalittico, distruttivo, e anche indulgente, perchè di indulgenza e pietà avremo bisogno in quel momento. Avremo bisogno di sorridere a occhi chiusi sul bagliore accecante.
Shiva è il dio distruttore di ciò che merita di essere distrutto, delle illusioni. C’è un cratere Shiva sul fondo dell’oceano indiano, risultato di un terribile schianto ere geologiche fa, quando un asteroide colpì la Terra. Questo per dire che Shiva non scherza.
Shiva è un salvatore, un redentore non meno di Vishnu e del suo avatar simil-cristico, Krishna. Ci dà la redenzione più necessaria, quella che supera la morte e le ride in faccia. Oppure ci danza sopra: viene spesso raffigurato danzante, ma non di una danza scomposta da satiro greco o da discoteca: di una danza armoniosa e armonica, di una danza musicale. Shiva fa risuonare le note del nulla e dal nulla trae la possibilità dell’essere.
Ha anche un figlio, Ganesh. Che figlio può avere il dio che ride e danza sull’Apocalisse? Un elefante blu.

Gianluigi Sassu
(Asiatista di Aristan)

Ganesh. Che figlio può avere il dio che ride e danza sull’Apocalisse? Un elefante blu (da UN’APOCALISSE PER RIDERE E DANZARE, editoriale di Gianluigi Sassu)

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