ACROSS THE UNIVERSE


Editoriale del 4 luglio 2013

Mia sorella Aleph due è andata via da qui dopo aver trovato marito in un altro cosmo. Era la più grande della famiglia rimasta nel nostro universo. Adesso ci sono solo io, Aleph zero, insieme a mio fratello maggiore Aleph uno.
Noi (io e tutti i miei fratelli Aleph) siamo numeri transfiniti. E fino a cento anni fa, quando eravamo ancora tutti su questa terra, questo cosmo era molto più immenso e bello di adesso. Perché l’unione di tutti gli Aleph dava l’infinito assoluto, ciò che voi chiamate Dio, quindi Dio era parte di questo mondo.
Poi però, hanno rinchiuso nostro padre in manicomio, sotto l’accusa di averci messi al mondo, e lì l’hanno lasciato morire. Da allora miliardi di Aleph sono emigrati in altri universi lasciando sempre più desolato questo. È normale scappare da un posto in cui non ci si sente accettati. E se un giorno anche io ed Aleph uno dovessimo decidere di andarcene, la vita per voi non avrebbe più un senso. La poesia, l’amore, le stelle, non esisteranno più in un mondo in cui tutto sarà finito. Noi siamo i vostri infiniti, la vostra luce. E voi ci emarginate. Non capirò mai il genere umano.

Raffaella Mulas
(studentessa fuori sede di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

Almeno tu nell’universo (canzone scritta da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio nel 1972) è stata cantata solo nel 1989 da Mia Martini

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